Per Roma, Inter e Milan pesano i dubbi sugli allenatori

Share

(di Cesare Lanza per LaVerità) Scommettiamo che Roma, Inter e Milan avranno difficoltà ad accontentare le aspettative dei loro tifosi? Ieri vi ho parlato del Napoli, a mio parere l’antagonista più agguerrito della Juventus, e poi ho letto che Arrigo Sacchi ha opinioni simili alle mie. Mi fa piacere: Arrigo è un critico severo ma rigoroso, tiene molto alla sua indipendenza e oggettività. Oggi parliamo di Roma, Milan e Inter: non vedo altre squadre scudettabili. Giallorossi, rossoneri e nerazzurri hanno un punto interrogativo in comune: il rendimento dei loro allenatori. Eusebio Di Francesco, nella Roma, è il più promettente, ma al momento niente di più. Ha allenato solo il Sassuolo, con intelligenza e idee innovative. Un po’ poco. Però la Roma – se Kevin Strootman rifiuterà la Juve – ha il centrocampo più forte d’Europa, con Daniele De Rossi e Radja Naingolan, ed è a centrocampo che si vincono le partite. La Roma ha un calendario difficile: dopo un mese potrebbe svettare o essere in crisi. Si vedrà. Nel Milan, Vincenzo Montella non è certo un maestro di gioco, ma ha cervello, è un aggregatore, un galvanizzatore. Non mi convince, ma ha il calendario più facile: se prende anche Zlatan Ibrahimovic non può non essere considerato (ma non ci scommetterei) candidato allo scudetto. Infine, l’Inter. Sapete che Luciano Spalletti è per me oggi il più grande allenatore perdente. E bravo, ma il suo limite è la superbia. L’anno scorso nei derby si è fatto infinocchiare dall’esordiente Simone Inzaghi, in altre partite ha inventato sciocchezze tattiche (perdenti). Se Spalletti tiene i piedi per terra, l’Inter c’è: la squadra è forte, potrebbe giocarsela con Juve e Napoli. Ma quel dubbio, pesante, va sciolto.