Arriva un «cupolone» al Foro Italico Il Centrale del tennis sarà coperto

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Anche Raggi e Frongia hanno dato il loro sì al piano, finanziato dalla Coni servizi con 15 milioni, che sarà attivo tutto l’anno. La ricaduta sulla città sarà notevole: secondo uno studio della Luiss le due settimane degli Internazionali generano 94 milioni di euro

Un «cupolone» al Foro Italico. Piazzato sopra il Centrale del tennis che, grazie alla copertura basculante, sarà attivo dodici mesi l’anno e non più solo quattro come adesso. Quindi all’aperto a maggio quando ci saranno gli Internazionali d’Italia e al chiuso, in inverno, per gli incontri delle nazionali in Coppa Davis e Fed Cup o, magari, per una serie di eventi ancora allo studio: concerti, partite di basket o esibizioni sportive, chissà se una sfida di nuoto tra la Pellegrini e la Ledecky. Il progetto è argomento degli incontri tra Coni e Campidoglio che, dopo gli attriti per il no alle Olimpiadi 2024, sono tornati a parlarsi attraverso gli uffici. Del resto il Comune, che ha pochi soldi in cassa e che in questi giorni ha constatato il peso del no olimpico dopo l’accordo miliardario tra Parigi e Los Angeles per i Giochi 2024 e 2028, preme per dare un segnale allo sport cittadino. Col progetto della copertura del Centrale può farlo a costo zero. E nel pacchetto possono entrare il recupero del PalaTiziano e di altri impianti che hanno bisogno di un restauro.

Quindici milioni il costo dell’operazione «Centrale» che sarà interamente finanziata dalla Coni Servizi, la società operativa del Comitato Olimpico Italiano proprietario dell’impianto, che è partecipata al 100% dal Mef. Il Comune prende parte fattivamente al progetto che ha già incassato l’ok della sindaca Raggi e il plauso sia dell’assessore allo Sport, Daniele Frongia, sia del titolare dell’Urbanistica, Luca Montuori. Anche perché il piano prevede, oltre alla copertura e al necessario aumento di capienza, anche un restyling della struttura che sia compatibile con i requisiti richiesti dalla Soprintendenza per un’area vincolata (e strategica) come quella del Foro Italico. Nella conferenza dei servizi relativa, insomma, il parere del Comune sarà determinante sull’esito finale che lancerà un bando creativo internazionale.

Su tutto, però, inciderà la convergenza di interessi che ha la città come punto di caduta. La Fit, per esempio, potrebbe vincere il duello con Madrid e inserire Roma nel circuito dei tornei pesanti come quelli in California e Florida. E basta analizzare i numeri del boom degli Internazionali per comprendere quanto la Capitale possa beneficiare di un cuore che pulsa tutto l’anno al centro del Foro Italico. Uno studio della Luiss-Ernst&Young, commissionato dalla Fit e calibrato sulle due settimane del tennis romano, racconta di circa 266 mila presenze, di cui circa 60 mila relative a stranieri. Considerata la permanenza media del turista (3,3 giorni) e la spesa calcolata tra trasporti, alloggi, ristorazione, shopping e intrattenimento, si arriva a circa 67 milioni di euro che ricadono sul tessuto economico della città. In tutto l’impatto complessivo è stato valutato in 94 milioni. Solo in due settimane, una cascata di euro. Che in un anno intero si può trasformare in uno tsunami d’oro.
Andrea Arzilli, Corriere della Sera