PERISCOPIO

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giornaliIl nuovo libro di Renzi s’intitolerà Avanti. Di chiamarlo Unità non se l’è sentita proprio. Antonio Satta. MF.
Di Maio. Esistono i trafficanti di uomini e i trafficanti di voti. Jena. La Stampa.
La scuola deve essere monarchica assolutista nel metodo e democratica solo nel fine. Lorenzo Milani (Eraldo Affi nati). Il Venerdì.
L’artista passerebbe anche sul catalogo di sua madre. Achille Bonito Oliva. Il Venerdì.
Io sono pazza di Andrea Orlando, è bello, giovane, parla bene, non si arrabbia mai, è pacato e non promette mari e monti: io sono per lui, mi auguro ardentemente che possa vincere perché abbiamo bisogno di un uomo così! Alle primarie voterò per lui. Si pagano due euro? Beh, io ne do quattro per Orlando. Se vince, canto per lui gratuitamente. Iva Zanicchi a Un giorno da pecora. RadioRa1.
Le leggi penali severe non sono mai servite a prevenire il delitto, ancora meno in Italia dove l’applicazione della pena è molto futura, incerta e platonica. La strategia nei confronti della corruzione non deve essere quella di intimidire il potenziale corrotto, ma di disarmarlo. Carlo Nordio, procuratore a Venezia (Ermes Antonucci). Il Foglio.
Negli ultimi quarant’anni l’Alitalia è costata ai contribuenti italiani 7.4 miliardi di euro o, se preferite, 185 milioni l’anno (dati Mediobanca). Nicola Porro. Il Giornale.
Si chiama azzardo morale: se cedi una volta, autorizzi a credere che cederai anche la successiva e con una posta più alta, e così via. Un banchiere centrale che cede di fronte allo speculatore, ha finito di fare il banchiere centrale, non è più in grado di difendere la sua moneta. L’uomo politico che cede a chi ha votato No al referendum dell’Alitalia, ha finito di fare il governante, perché non è più in grado di imporre la propria volontà: perderà in futuro, con posta sempre più alta. Hai ceduto con i tassisti? Cederai con i piloti. Un ministro si mostra in essibile? Ci sarà un altro che avrà interesse a essere possibilista. Votare No al referendum dell’Alitalia è scommettere che il governo troverà una soluzione e sarà migliorativa rispetto a quella del piano attuale. Franco Debenedetti. Il Foglio.
L’India è stata celebrata all’ultimo World Economic Forum di Davos come il Paese con la crescita più rapida, visto che ha guadagnato ben 16 posizioni dall’anno scorso ad oggi, con un pil pro capite quasi raddoppiato tra il 2007 e il 2016. Richard Baldwin, economista del Graduate Center for Economic Policy (Giuliano Aluffi ). il Venerdì.
La riunione, forma professionale della democrazia partecipativa, è concepita per dare la parola a tutti quelli ai quali sarà rifi utato, in seguito, l’accesso alla decisione. Philippe Bouvard, Journal drôle et impertinent. J’ai Lu, 1997.
Dietro la scrivania di Indro Montanelli c’è un diploma da sceriffo. Glielo hanno portato dall’America. Una foto raffigura quattro persone che stanno facendo pipì contro un muro. Uno dei quattro ha la gamba curiosamente piegata e leggermente alzata. Forse gli riesce meglio così. Gigi Moncalvo, Milano no. Edizioni Elle, 1977.
I Latini che erano meno ipocriti di noi, più concreti e meno abituati a mentirsi addosso, parlano di atra senectus, cupa vecchiaia. E atra vuol dire anche funesta, triste, fosca, oscura, nera.E buia. La vecchiaia è soprattutto buia. Si abbassano tutti gli orizzonti. Si fa sera. Cala la notte e non ci sarà una nuova alba. Massimo Fini, Ragazzo. Marsilio, 2007.
«Ho fatto lo sciazzo, hai provato lo sciazzo? Miracoloso, fallo anche tu». Così, per fare più svelto, lo chiamano le signore con l’artrosi, l’insonnia, l’ostinata stitichezza. Sapranno dopo, pur senza correggersi, che si tratta dello shiatsu, un metodo di cura manuale giapponese che, nel corpo, armonizza e regola i ussi di energia. Camilla Cederna, De gustibus. Mondadori, 1986.
Alcuni amici mi chiedono perché abbia defi nito, con estrema convinzione, che Gianni Agnelli fosse un personaggio di snobismo inarrivabile. Basterà forse ricordare una divertente battuta dell’Avvocato in risposta a Ugo La Malfa, che lo aveva invitato a entrare in politica, candidandosi nelle liste repubblicane: «Io candidato? Me lo impedisce il pensiero di quante mani sudate dovrei stringere, per avere i voti…». Cesare Lanza. La Mescolanza.
Quelle che voi chiamate Colonie sono semplicemente posti dove vivono ebrei. Persone normali che cercano di migliorare la propria società e il mondo. Persone che si alzano la mattina con buoni propositi e vanno a dormire la sera con buoni risultati. Posti normali in una regione anormale. Jonathan Pacifi ci, presidente del Jewish Economic Forum. il Foglio.
Se conta soprattutto l’esperienza, non si può cacciare nessuno dal Parlamento prima di venti, trenta, o quarant’anni di legislature. Certo, vanno fatte un po’ di riforme, come quella del progressivo e continuo raddoppiamento del numero dei deputati e senatori. Quando i nostri rappresentanti nelle Camere saranno diventati, strada facendo, il 60 o l’80% degli italiani, chi potrebbe azzardarsi a parlare di casta? E quanta intelligenza politica in più immessa nelle stanche vene di questo fantastico Paese! Massimo Bucchi, scrittore umoristico.
Il Venerdì. Stiamo studiando i vini bianchi, rossi e rosè, impariamo a memoria le annate. Ma spesso le confondiamo come le date delle guerre puniche. Forse più che il gusto dell’intenditore abbiamo scoperto il piacere di mostrarci tali, dissertando con aggettivazioni canoniche (più che pastoso, mi sembra corposo, anzi rotondo) toccando il cielo se possiamo esibire una bottiglia col nostro nome e cognome (riserva personale) stampato sull’etichetta (basta andare in tipografi a, com si fa con i biglietti da visita). Luca Goldoni, Esclusi i presenti. Mondadori, 1973.
Facevamo l’autostop. Non mi ricordo se era una Mini Minor o una Mini Cooper, però era verde, questo me lo ricordo. S’è fermato lontano, con lo stridio dei freni, perché andava forte. Ha innestato la retromarcia per venirci incontro e questo era abbastanza inusuale, poiché normalmente la gente si fermava e basta, non ti veniva incontro, ti lasciava correre. Lui c’è venuto incontro e appena mi sono abbassato al finestrino l’ho riconosciuto. Era Pasolini. Pierpaolo. Antonio Pennacchi, Il fasciocomunista. Mondadori, 2003.
La storia è un mucchio di bugie su eventi che non sono mai successi, raccontati da persone che non erano lì. George Santayana. Il colmo per una sarta? Perdere il filo del discorso. Gino Bramieri, 400 barzellette. De Vecchi editore, 1977.
Bisogna detestare sia l’attività febbrile che l’inerzia. Roberto Gervaso. il Messaggero.

di Paolo Serpi, ItaliaOggi