Italiaonline, pronti i dividendi

Share

Gli azionisti in assemblea chiederanno 79,4 milioni

Italiaonline è il più grande gruppo digitale italiano, leader nel digital advertising e nei servizi di marketing per le piccole e medie imprese. Opera sul mercato con brand quali Virgilio, Libero, SuperEva, Pagine Gialle, Pagine Bianche, Tuttocittà, e con i servizi telefonici 89.24.24 oppure 12.40 (nel 2016 ha ceduto 12.54 ed Europages).
Nel 2016 ha avuto ricavi pari a circa 390 milioni di euro (in calo del 13,4%), con ebitda vicino ai 64 milioni e un utile di quasi 30 milioni (nel 2015 c’era invece un rosso di 16,4 milioni). E negli ultimi anni c’è stata molta fibrillazione dalle parti di Italiaonline, con acquisizioni, fusioni, tentativi di quotazione e poi un debutto in borsa nel giugno del 2016.
C’è una leadership di mercato, ma ci sono anche molti problemi sul fronte della occupazione, tanto che le organizzazioni sindacali e i ministeri competenti hanno chiuso a fine 2016 una intesa per la messa in cassa integrazione straordinaria fino a un massimo di 700 dipendenti fino al 19 giugno 2018. Al momento sono in cigs oltre 400 lavoratori, per un gruppo che a fine 2016 contava complessivamente 1.916 dipendenti rispetto ai 2.230 di fine 2015.
Insomma, ci sono segnali buoni sul fronte del business, il titolo si è apprezzato (dai 2,5 euro della quotazione ora viaggia sui 3,14 euro) ma non si può certo parlare di stabilità per il polo digitale controllato dall’imprenditore egiziano Naguib Sawiris e posseduto formalmente da Libero acquisition sarl (58,2%), Lp Fondi Golden Tree (16,21%), Gl Europe Luxembourg sarl (13,88%) e con un 11% sul mercato.
E infatti, in un primo tempo, il consiglio di amministrazione aveva stabilito, per l’esercizio 2016, di distribuire prudenzialmente un dividendo solo agli azionisti di risparmio, per complessivi 612 mila euro, riportando a nuovo il resto degli utili. Una soluzione molto apprezzata dal collegio sindacale, che nella sua relazione spiegava proprio come il principio di prudenza dovesse essere privilegiato visto «la storia pregressa delle vicende che hanno interessato Seat Pagine Gialle ante fusione, culminate nell’accesso alla procedura di concordato preventivo chiusosi in modo positivo ma con sacrificio sia degli allora azionisti, sia dei creditori della società», e, poi, visto «l’attuale momento di transizione conseguente alla fusione per incorporazione di Italiaonline spa in Seat Pagina Gialle spa».
La prudenza scelta dal cda e plaudita dai sindaci solo poche settimane fa è invece stata improvvisamente abbandonata: i soci di riferimento di Italiaonline, che rappresentano l’88,91% del capitale, hanno infatti appena chiesto una integrazione all’ordine del giorno della prossima assemblea degli azionisti del 27 aprile, proponendo la distribuzione di un dividendo straordinario con l’utilizzo delle riserve, e chiedendo quindi una cedola complessiva pari a 79,42 milioni, ovvero a 0,692 euro per azione (ordinaria e di risparmio).
Il cda, peraltro, esaminata la proposta, ha dato il suo ok, ritenendo che le riserve distribuibili in Italiaonline siano ora pari a 224,2 milioni di euro.
La decisione, in un gruppo dove peraltro l’amministratore delegato Antonio Converti ha incassato 1.233.391 euro di remunerazione 2016 tra compensi fissi, bonus e premi, ha ovviamente allertato le rappresentanze sindacali, che in una nota ritengono «estremamente grave che si proceda all’erogazione di un dividendo straordinario di tale portata in considerazione della vigenza dell’accordo che vede oggi oltre 400 lavoratori e lavoratrici in cassa integrazione oltre che la già avvenuta uscita di personale incentivata all’esodo con una prospettazione ulteriore di riduzione del costo del lavoro. È decisamente discutibile che l’azienda fruisca di ammortizzatori sociali, dopo lunga trattativa che ha visto coinvolto il ministero dello sviluppo economico, e, contestualmente, provveda a una distribuzione di dividendi straordinari. Il 19 aprile, nell’incontro già fissato con l’amministratore delegato, chiederemo chiarimenti sul tema in oggetto».

Italia Oggi