Più specializzati e meno creativi: ecco gli italiani su LinkedIn

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Il network lavorativo svela le nuove “buzzwords”, le parole più usate dagli utenti negli ultimi dodici mesi. Una fotografia di come cambia il mondo dell’occupazione dal punto di vista del recruiting

Più disincantati e meno creativi di una volta, ci presentiamo più specializzati, detentori di leadership e con approccio strategico. È la fotografia dei lavoratori italiani secondo LinkedIn, il network lavorativo per professionisti, che per il sesto anno consecutivo ha svelato la classifica delle ‘buzzwords’, le parole più usate (e abusate) che gli utenti utilizzano sui propri profili per descriversi.
“Storicamente – spiega Marcello Albergoni, head di LinkedIn Italia – questo è il momento dell’anno in cui la maggior parte delle persone aggiorna il proprio profilo. Per aiutare i professionisti a distinguersi dalla massa, abbiamo pubblicato la nostra classifica annuale delle parole più utilizzate, in modo che possano essere evitate”.
Nella lista delle parole inflazionate in Italia le scelte più abusate dell’anno scorso, come ‘creativo’, ‘motivato’ e ‘problem solver’ sono state sostituite negli ultimi dodici mesi da espressioni più specifiche, come ‘specializzato’, ‘con esperienza’ e ‘master’. A livello globale, ‘specializzato’ sale al primo posto, mentre negli anni passati non figurava nemmeno tra le prime dieci posizioni. Scala la classifica ‘con esperienza’, un segno dei tempi per un mercato sempre più alla ricerca di personale qualificato.
Sul podio mondiale, al secondo posto, c’è ‘leadership’, mentre il bronzo lo conquista l”appassionato’, che poco successo riscuote invece in Italia, dove i nostri lavoratori cercano di condensare le proprie competenze in ambiti mirati, per cui sul podio verde, bianco e rosso, al terzo posto, sale invece lo ‘strategico’. I ‘creativi’ spariscono dalla top ten: per loro nemmeno uno tra i primi dieci posti, sostituiti da espressioni più specifiche come ‘con esperienza’ e ‘master’.
A seguire, nella lista, parole come “concentrato” ed ”esperto”, a sottolineare come in Italia si stia tentando di focalizzare sempre più le competenze professionali in aree mirate, lasciando meno spazio alla passione e alla fantasia sul luogo di lavoro. ‘Appassionato’, che resiste a livello globale, negli oltre dieci milioni di profili LinkedIn del nostro Paese scende drasticamente in classifica fino al sesto posto, seguito da ‘responsabile’ e ‘innovativo’.
Per la rete professionale si tratta di una controtendenza assoluta rispetto agli anni passati. Secondo LinkedIn siamo diventati più rigidi per rispondere alle esigenze di un mercato ancora in difficoltà, che trova la soluzione in una sempre più radicata specializzazione degli ambiti. Senza tener conto, però, di quelle soft skill, le capacità personali di ogni singolo lavoratore, che riguardano la sua sfera di valori e, tra le altre cose, proprio la sua creatività.
“Il linguaggio che usiamo – ha infatti spiegato a LinkedIn Christopher Sandford, tra i biografi più accreditati degli ultimi tempi (sue le biografie di Kurt Cobain, David Bowie, Paul McCartney) – dice molto di noi. Troppo spesso ci nascondiamo dietro parole che non significano nulla, forse per essere sintetici o perché non ci sentiamo sicuri quando dobbiamo parlare dei nostri successi lavorativi. Quando, con pochi aggiustamenti, si potrebbe iniziare a utilizzare il linguaggio che descrive realmente quanto valiamo”.

Marta Manzo, La Repubblica