Samsung: le batterie erano la causa degli incendi del Galaxy Note 7

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Chiusa l’indagine, nel mirino design e manifattura. Lo ha dichiarato a Seul il responsabile della divisione telefonia mobile, Koh Dong-jin, dopo che per mesi la compagnia ha mantenuto il più stretto riserbo sulle cause del problema

SAMSUNG Electronics ha individuato nel design e nelle manifattura delle batterie il problema dell’incendio che nei mesi scorsi ha colpito i suoi Galaxy Note 7, costringendo il gruppo a ritirarli dai mercati e a sospenderne a ottobre la produzione per i timori sulla sicurezza. E’ questa la conclusione di un’indagine interna, anticipata venerdì scorso dal Wall Street Journal e oggi confermata dalla Samsung.
“La nostra indagine, così come le altre completate da tre organizzazioni industriali indipendenti, ha concluso che le batterie sono state all’origine degli incidenti del Note 7”, ha rilevato l’azienda sud-coreana in una nota, a chiusura dell’istruttoria.
In particolare, l’inchiesta interna avrebbe appurato che il problema delle batterie prodotte da Samsung SDI è legato alle dimensioni irregolari delle batterie stesse, che non gli permetteva di aderire bene al cellulare, provocando un surriscaldamento che poi innescava le esplosioni.
“Tuttavia, abbiamo provveduto ai target dei requisiti delle batterie dell’innovativo Note 7 e ci facciamo carico delle responsabilità dell’insuccesso verificando e identificando in via fondamentale la questione nel processo di design e manifattura delle batterie prima del lancio del Note 7”, si legge ancora nel comunicato.
La compagnia ha individuato il rischio incendio demandando a un ulteriore approfondimento le cause del surriscaldamento delle batterie: in particolare, circa 700 ricercatori e ingegneri di Samsung hanno lavorato “sulla replica degli incidenti” testando oltre 200mila Note 7 completi e più di 30mila batterie.
Koh Dong-jin, a capo della divisione smartphone, ha rinnovato le scuse della compagnia auspicando l’impegno a riconquistare la fiducia dei consumatori nel mondo. Al tal proposito, “sono state adottate diverse azioni correttive per assicurare che questo non accada più in futuro, incluse le misure di sicurezza in fase di progettazione e il piano di otto punti di verifica delle batterie”.
Negli ultimi mesi, insieme agli esperti indipendenti di settore, “abbiamo condotto indagini per ricostruire le causa dei problemi del Galaxy Note 7. Ora più che mai – ha concluso Koh -, siamo decisi a guadagnare la fiducia dei nostri clienti con l’innovazione per quanto è possibile sulla sicurezza come porta per illimitate e incredibili possibilità di nuove esperienze”.
Samsung ha stimato i costi del richiamo di 2,5 milioni di Note 7 in 5,3 miliardi di dollari: pur incolpando a settembre le batterie al litio date da un fornitore, in seguito emerse che anche i modelli con nuove batterie erano a rischio incendio.

La Repubblica