A piedi da Ventimiglia a Roma per una firma contro la disoccupazione

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Over 50 senza lavoro porta una petizione al Presidente Mattarella

Domenica 22 gennaio 2017 Graziano Marcelli, cinquantenne disoccupato, partirà dal confine italo-francese di Ventimiglia e, percorrendo la via Aurelia a piedi, terminerà il suo viaggio a Roma, dove consegnerà al Presidente della Repubblica le firme che raccoglierà durante il tragitto a sostegno della sua petizione: «Noi sottoscritti cittadine e cittadini italiani, premesso che senza lavoro si limita di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impedendo il pieno sviluppo della persona umana, chiediamo: – l’attuazione di tre proposte lavorative allo Stato, in base alle capacità fisiche del disoccupato; – un sussidio mensile di Stato, che proporzionalmente diminuisca del 33%, in base alle risposte negative del disoccupato alle proposte lavorative offerte; sussidio che decada definitivamente alla terza risposta negativa del disoccupato alle proposte offerte dallo Stato».
Graziano ha creato anche una petizione on-line che invita a firmare ed ha aperto una pagina Fb, con il sostegno dell’associazione degli over 40 Atdal (vedere al sito http://www.atdal.eu/2016/12/24/a-piedi-per-una-firma-contro-la-disoccupazione). La petizione a favore dei disoccupati over 40 ha già ottenuto quasi 4 mila firme.
Quella di Graziano Marcelli è una storia emblematica della difficoltà di ritrovare un lavoro, soprattutto oltre i 50 anni, e mette in gioco la capacità dei nuovi servizi al lavoro e alla ricollocazione. Nato nel 1966 ha la licenza media inferiore. Ha lavorato come fattorino in diverse aziende di spedizioni. Dal 1995 al 1998 ha aperto due agenzie di recapito cittadine delle quali è amministratore. Dal 2002 torna a fare il fattorino e lavorare in aziende di spedizioni. Dal 2007 ad oggi si arrabatta a fare qualunque lavoro: da capo-animatore nei villaggi a fare sculture di palloncini in agenzie d’animazione. In tutti questi anni ha consultato migliaia d’annunci, naturalmente legati al titolo di studio, ha inviato centinaia di curriculum, da cui sono usciti solo lavoretti, che molto raramente danno la possibilità di arrivare alla fine del mese. Sostiene Graziano: «Nelle mie stesse condizioni ci sono migliaia di Italiani miei coetanei e non. Se non allo Stato a chi dobbiamo chiedere di occuparsi, in modo reale, del ricollocamento? I disoccupati italiani chiedono solo la possibilità di adempiere ai loro doveri, ma spesso senza diritti il tutto diventa impossibile. Solo un lavoro offre la vera possibilità di far parte di coloro che, nonostante tutto, cercano di far crescere il nostro meraviglioso paese», conclude Graziano, mentre sta ultimando gli ultimi preparativi per partire nel suo lungo viaggio a piedi da Ventimiglia a Roma.

WALTER PASSERINI, La Stampa