Istat: ad agosto cala la fiducia dei consumatori

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In discesa anche l’indice che misura lo stato delle imprese

istat logoAd agosto è peggiorato il clima della fiducia di imprese e consumatori. L’indice Istat che lo misura è sceso dai 111,2 punti registrati a luglio a 109,2 quello specifico per le imprese passa invece da 103 a 99,4 nelle prime rilevazioni dopo gli attentati di Nizza, per la prima volta dopo cinque mesi sotto quota 100. Per le aziende, il clima cala in tutti i settori e, per le famiglie, tutte le componenti della fiducia registrano una flessione seppure con intensità diverse. Il dato che esprime il clima economico è sceso di oltre quattro punti, da 129,8 a 125,5: è il quinto mese consecutivo in calo.
Le componenti personale, corrente e futura della fiducia dei consumatori, dopo l’aumento registrato a luglio, tornano a posizionarsi sui livelli del mese di giugno. Inoltre le opinioni sulla situazione economica del Paese si confermano in peggioramento per il quarto mese consecutivo, così come peggiorano le aspettative sulla disoccupazione. Tra le imprese, il calo più marcato della fiducia è nei servizi di mercato (da 108,3 a 102,4) e nel commercio al dettaglio (da 101,3 a 97,1). La flessione risulta più lieve nella manifattura (da 102,9 a 101,1) e nelle costruzioni (da 126,2 a 123,5).
Nelle imprese manifatturiere peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia, lievemente, le attese sulla produzione mentre i giudizi sulle scorte rimangono stabili. Nelle costruzioni peggiorano i giudizi sugli ordini e piani di costruzione e le attese sull’occupazione rimangono stabili. Nei servizi peggiorano tutte le componenti del clima: diminuiscono i saldi dei giudizi e delle attese sul livello degli ordini così come il saldo delle attese sull’andamento dell’economia in generale.
Nel commercio al dettaglio, infine, peggiorano sia i giudizi sulle vendite correnti, il cui saldo torna negativo per la prima volta dal mese di gennaio 2016, sia le attese sulle vendite future. Questi andamenti della fiducia di consumatori e imprese non tengono conto dell’effetto del terremoto nel Centro Italia perché si basano su interviste concentrate nella prima metà del mese.

La Stampa

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