BERLUSCONI, L’ORA DEGLI SCIACALLI?

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di Luigi Bisignani

luigi bisignaniCaro direttore,

a morire di paura non sarà il Cavaliere, che se la caverà anche questa volta, ma tutti quelli che hanno abusato del suo grande cuore per fare carriere e ottenere onori che mai si sarebbero sognati e che in queste ore già disegnano vergognosi scenari di ridicoli direttori. Che Berlusconi potesse soffrire di cuore è segnato nella sua vita generosa: ha troppo amato e troppo si è fatto amare da milioni di italiani. E come tutti i cuori generosi ha subito tradimenti laceranti che hanno lasciato il segno in una fibra pur formidabile. Ma ora saranno i figli a pregarlo di smettere, con Marina in testa, l’unica che anni fa avrebbe potuto prendere le redini di un vascello politico che navigava in un mare di ingrati e voltagabbana. Inutile fare i nomi e ricordare le cariche istituzionali che hanno ricoperto, ma se il sogno di un’Italia liberale non è andato in porto è anche e soprattutto perché tutti quelli che avrebbero dovuto contribuire a realizzarlo pensavano di farlo prendendo il posto di Berlusconi. Ma gli italiani non l’hanno mai permesso, finendo per infatuarsi di un Silvio 2.0, Matteo Renzi, la cui stella, però, dopo due anni inizia già ad offuscarsi perché, a differenza di Berlusconi, dà l’impressione di un leader stizzoso e rancoroso, attaccato al potere.
Ormai con i figli che lo controlleranno a vista dove si indirizzerà tutto quel mondo che per anni Berlusconi ha rappresentato e beneficiato e non solo nella politica. Due scenari possibili: un guizzo di Renzi che si appropria dei valori liberali mandando a quel paese la sua sinistra sempre più confusa e barricadiera. Esibendo l’asso nella manica di essere stato il primo segretario del Pd ad aver sdoganato Berlusconi, per di più mentre subiva l’onta di una condanna. Il secondo verso l’abbraccio tra Lega e 5 stelle con l’aggiunta di quel poco che resta di Forza Italia dove delfini non se ne vedono. Ma l’elettore di centro forse finirà per credere più a Renzi. Gli italiani ai cicli ventennali sono affezionati.

di Luigi Bisignani, Il Tempo

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