Fincantieri, Imi: Stx France vale meno di 100 mln di euro

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Fincantieri sarebbe l’unico gruppo ad aver presentato un’offerta per STX France nell’ambito della procedura di salvataggio gestita da un tribunale coreano. Il gruppo può permettersi quest’acquisizione, molto sensata dal punto di vista strategico, anche se sicuramente sono necessari alcuni interventi di ristrutturazione. Rating add confermato sul titolo

Fincantieri sarebbe l’unico gruppo ad aver presentato un’offerta per STX France nell’ambito della procedura di salvataggio gestita da un tribunale coreano. L’indiscrezione de Les Echos non è stata confermata da Fincantieri . Comunque entro il 3 gennaio il tribunale valuterà la congruità economica dell’offerta: nel caso in cui fosse troppo bassa riaprirà di nuovo la gara in attesa di nuove proposte. Gli altri possibili acquirenti sono l’olandese Damen e Genting, società con sede a Hong Kong.
Si ricorda che nella partita lo Stato francese ha un ruolo chiave visto che controlla il 33,34% della società e ha un diritto di veto sulla transazione relativa al pacchetto di maggioranza. Per gli analisti di Equita il deal è molto sensato dal punto di vista strategico, infatti rafforzerebbe la posizione di leadership di Fincantieri nel settore navi da crociera, con la quota di mercato che salirebbe dal 40-45% al 60% circa. E’ però da verificare l’ammontare dell’esborso e le modalità di finanziamento.
Anche per gli esperti di Mediobanca Securities la notizia è positiva perché Fincantieri agirebbe come un consolidatore del settore, evitando l’ingresso di altri player. “Per un giudizio complessivo, tuttavia, aspettiamo di capire le condizioni finanziarie del deal, con le indiscrezioni di stampa che parlano di un prezzo tra 80 e 220 milioni di dollari (76,8 e 211 milioni di euro al cambio attuale, ndr), nonché l’eventuale necessità di interventi di ristrutturazione”, precisano a Mediobanca .
In realtà per Stx France gli analisti di Banca Imi si aspettano un prezzo di offerta inferiore a 100 milioni di euro “proprio perché pensiamo che siano necessari alcuni interventi di ristrutturazione”, spiegano gli analisti delle banca d’affari, secondo i quali “la potenziale uscita di cassa è pienamente sostenibile da parte di Fincantieri “.
D’altra parte, avvertono gli analisti di Kepler Cheuvreux citati dall’agenzia Mf-DowJones, il deal potrebbe far salire il rapporto debito/ebitda 2017 di Fincantieri da 1,8 volte a 3,4 volte, “un livello che potrebbe ulteriormente limitare la flessibilità finanziaria del gruppo” anche se questa “è solo una simulazione preliminare: aspettiamo ulteriori informazioni per una valutazione più precisa”. C’è anche l’altra faccia della medaglia. Infatti, secondo i calcoli di questi esperti, l’acquisizione aumenterebbe i ricavi di Fincantieri del 25%, mentre l’impatto positivo sull’ebitda e sull’ebit sarebbe del 20% e del 17% con un leggero miglioramento anche dell’utile per azione.
Non mancano, tuttavia, alcuni rischi come la gestione delle relazioni sindacali in Francia, un rischio comunque basso tenuto conto che il cantiere ha un portafoglio ordini (backlog) molto ampio che conferisce buona visibilità sul medio termine, e i margini del portafoglio ordini. A Piazza Affari al momento il titolo Fincantieri scende dello 0,68% a quota 0,4539 euro. Equita stamani ha confermato il rating hold e il target price a 0,44 euro sul titolo Fincantieri , invece Banca Imi add con un target price a 0,52 euro, Kepler Cheuvreux buy con un target price a 0,48 euro e Mediobanca Securities underperform (target price a 0,32 euro).