Equitalia, al via la rottamazione delle cartelle. Ecco quanto si risparmia

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Ecco alcuni esempi sugli effetti del decreto fiscale. Il risparmio per i contribuenti varia dal 25 al 43%

EquitaliaChi ha una cartella esattoriale e decide di aderire alla rottamazione, consentita dal decreto fiscale, non paga sanzioni e interessi di mora. Ma quanto vale lo sconto? Lo vediamo in questi cinque esempi: dal 25% al 43%. Tanto più il ruolo è datato, maggiore è il risparmio. Le imposte dimenticate o evase si versano per intero. Come pure rimangono i diritti di notifica, il rimborso per le spese, l’aggio di Equitalia, gli interessi di ritardata iscrizione.
Quali cartelle possono essere rottamate? Tutte, comprese le multe stradali (ma in questo caso vengono abbuonati solo gli interessi di mora e la maggiorazione del Comune), purché siano datate tra 2000 e 2015. Da oggi è possibile scaricare dal sito di Equitalia il modulo di richiesta e inviarlo via posta certificata o allo sportello. All’interno la possibilità per il contribuente di scegliere in quante rate pagare (massimo 4, al tasso del 4,5% annuo) e come (domiciliazione sul conto corrente o bollettini).
Attenzione però: il decreto legge, al momento all’esame della Camera, potrebbe ampliare il numero delle rate (ci sono già diversi emendamenti sul tema). Per inviare la domanda c’è tempo fino al 23 gennaio 2017. Equitalia risponderà entro il 24 aprile 2017, indicando gli importi dovuti e le scadenze.
Cartella esattoriale da 1.672 euro per Irpef e Irap del 2005 non versate. Il risparmio è del 43%
Cartella esattoriale da 4.988 euro per Irpef del 2009 non versata. Il risparmio è del 28%
Cartella esattoriale da 6.009 euro per Iva del 2010 non versata. Il risparmio è del 25%
Cartella esattoriale da 207,8 euro per canone Rai del 2008 non versato. Il risparmio è del 37%
Cartella esattoriale da 2.864,07 euro per una contravvenzione al codice della strada del 2006 (notificata nel 2008) non pagata. Il risparmio è del 38% (si azzerano gli interessi di mora e la maggiorazione del Comune).

Valentina Conte, La Repubblica