«Air Force Renzi», mistero sulle cifre Ecco quanto costa (davvero) l’A340

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Il «borsino» mondiale di quel modello di Airbus fissa il noleggio mensile a non più di 294 mila euro. Ma la sola installazione del Wi-Fi può richiedere quasi mezzo milione

air-forceMolti giri di addestramento. Poco o per nulla trasporto istituzionale. Grande esposizione mediatica. Più sui costi che sulle performance. Otto mesi e tre settimane dopo essere stato consegnato alle autorità italiane l’Airbus A340-500, il gioiello non fortunatissimo del colosso europeo dell’aviazione — quattro motori potenti, in grado di coprire lunghe rotte — è il vero assente dei viaggi istituzionali del presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il premier continua a usare un Airbus A319, più piccolo e più vecchio.

Addestramento continuo
Eppure l’aereo di Stato con la livrea bianca e la scritta «Repubblica italiana» continua a volare come segnalano, con tanto di foto, gli appassionati di forum come Aviazionecivile.org. Un giorno è a Milano Malpensa. Quello successivo si fa vedere allo scalo di Torino. L’ultima traccia risale al 24 ottobre all’aeroporto di Pisa. Il jet è stato preso in leasing — a noleggio — da Etihad, compagnia degli Emirati Arabi Uniti e proprietaria del 49% di Alitalia. Per una cifra che ufficialmente non è dato sapere. Per questo più passa il tempo più monta la polemica sulla sua «bolletta». «Quarantamila euro al giorno». Anzi, di più: «Sono 76.440 euro, poco meno di 28 milioni all’anno», denuncia Il Giornale. O, a voler tenere buona la cifra «prudenziale», la prima, sarebbero «quindici milioni nel 2016», calcola il Fatto Quotidiano.

Quanto costa comprare il jet
Ma quanto costa, oggi, un velivolo del genere? «Partiamo da una considerazione: se davvero al governo italiano fanno pagare 40 mila euro al giorno allora a Roma hanno dei pessimi consulenti per non dire di peggio», ragionano due esperti del settore consultati dal Corriere della Sera. Si tratta di analisti che lavorano per società occidentali di leasing. Secondo loro un Airbus A340-500 usato — perché oggi è fuori produzione — «si può comprare con non più di 18 milioni di euro». Se consideriamo valide le cifre riportate, vorrebbe dire che a Palazzo Chigi conveniva acquistarlo il velivolo, non noleggiarlo. «Tenendo conto delle transazioni registrate nel mondo, al 30 settembre 2016, un aereo come quello scelto da Roma viene venduto in media a 14,6 milioni di euro».

Il confronto con gli altri velivoli
Le due fonti si esercitano anche a fare altri calcoli. «Senza dimenticare che c’è un prezzo di listino e un prezzo effettivo di vendita, se il governo italiano sborsa 15 milioni di euro all’anno, vuol dire che potrebbe persino comprarsi — nuovo di zecca stavolta — e diluendo la somma in nove, dieci anni un Boeing 777-300ER (venduto davvero a 142 milioni di euro) o un Airbus A350-900 (oggi dato in media per 138 milioni). Quest’ultimo modello, tra l’altro, consuma pure molto meno». E se si preferisce il leasing? «È una scelta legittima, dettata magari dal fatto che non si vuole impegnare una spesa importante per un velivolo che s’intende cambiare dopo qualche anno», rispondono i due esperti. «Ma 40 mila euro al giorno — sempre se la cifra è corretta — significa che Roma paga sei, sette volte il valore reale di mercato».

Il listino mondiale dei noleggi
L’analisi degli A340-500 noleggiati a livello globale (ne sono stati realizzati in tutto 34 esemplari) svela come il leasing oscilli tra i 230 e i 294 mila euro al mese. E qui bisognerebbe vedere il tipo di contratto. Se è «dry lease» (letteralmente «noleggio a secco»), significa che il cliente si prende l’aeromobile «senza altri elementi accessori come l’equipaggio, la manutenzione, l’assicurazione, l’assistenza a terra». Se l’utente opta per il «wet lease» («noleggio umido»), «allora la cifra da sborsare è più alta perché bisogna pagare anche le prestazioni accessorie». Il tutto al netto delle spese per il trasporto, cioè il kerosene.

Per il Wi-Fi servono 450 mila euro
Poi bisogna aggiungere altre voci, tutte «personalizzate». L’A340-500 è stato riallestito secondo le richieste della nostra aviazione (e di Palazzo Chigi) a partire dai protocolli di sicurezza previsti. Poi ci sono gli arredi. Per fare un esempio: un posto a sedere della classe Business a una compagnia tradizionale può arrivare a costare anche 90-100 mila euro ciascuno. «Non si tratta di sedili tradizionali, parliamo di oggetti che devono rispettare tutti gli standard». A bordo è prevista anche la connessione Wi-Fi, come ha raccontato il presidente del Consiglio. Un servizio che comporta un costo di installazione che può arrivare anche a 450-460 mila euro.

di Leonard Berberi – lberberi@corriere.it