“Ciciarada” su Milano organizzata dalla Famiglia Meneghina nella sede della Società del Giardino

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COLOMBO CLERICI, BANA, NERI: COSTRUIRE INSIEME IL FUTURO DI MILANO

convegno-societa-del-giardino3Passione per Milano. Il concetto è risuonato più volte nel Salone d’Oro della Società del Giardino, il più antico – fondato nel 1783 – club per gentiluomini di Milano. L’hanno pronunciato i relatori dell’incontro “Ciciarem on cicinin …” Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, di Amici di Milano e dell’Istituto Europa Asia e Giovanni Bana, penalista di rango del Foro di Milano, componente di uno degli studi legali piu’ noti della città.
L’incontro con un parterre tra i più rappresentativi della società lombarda, è stato organizzato da Alessandro Gerli, presidente emerito dell’Associazione culturale biblioteca Famiglia Meneghina depositaria di un imponente patrimonio librario e archivistico sulla storia di Milano, ed èstato moderato dal vicedirettore de Il Giorno Sandro Neri, che milanese dinascita non è, ma che ha posto al servizio della città capacità professionale e passione, appunto.
Dopo i saluti del padrone di casa avvocato Massimo Cerutti, presidente della Societa’ del Giardino, la“ciciarada” è stata aperta da Colombo Clerici.
Un ampio excursus dalle origini romane (“con Costantino divenne la patria dell’accoglienza e della integrazione”), alla difesa della religiosità e della famiglia da parte di San Carlo Borromeo per soffermarsi sulla Milano dei Promessi Sposi, periodo storico che da sempre lo affascina; come testimoniano le centinaia di volumi sul Manzoni della sua biblioteca, comprendente testi, studi, relazioni, atti di molti convegni manzoniani. Per arrivare ai giorni nostri, di grandi cambiamenti che Milano gestisce senza traumi (basti pensare alla recente transizione da città industriale a città del terziario avanzato che altrove, ad esempio nell’evoluta America ha causato la crisi di grandi conurbazioni).
« Milano, da Costantino in poi – ha detto Clerici – patria della accoglienza e della integrazione. Da San Carlo Borromeo in poi, citta’ della religiosita’ ( intesa non solo come fede, ma come insieme di valori morali ) e della famiglia e della solidarieta’. Lo spirito maturato in quel giansenismo laborioso e pragmatistico che fara’ dire a Montanelli di Milano, una “citta’ giansenista che ha pudore di se’ e le sue bellezze le tiene nascoste”.
Dall’ ingegner Giuseppe Colombo in poi ( Fondatore della Edison – Rettore del Politecnico per decenni – presidente della Camera dei Deputati Italiana, maestro di Giovan Battista Pirelli), citta’ dell’energia e della modernita’. »
Grazie ad uno spirito, a una cultura, ad uomini che fanno della città un unicum europeo se non mondiale e che hanno consentito di produrre gli anticorpi alla corruzione e alle infiltrazioni mafiose. Città alla quale tocca l’enorme responsabilità di mantenere l’intero Paese agganciato all’Europa più avanzata. “In ciò favorita dal suo nuovo ruolo di Città Metropolitana che la pone in grado finalmente, per estensione territoriale e numero di abitanti, di competere con i più importanti centri europei”.
« Per svolgere questo ruolo – conclude Clerici – gli strumenti culturali ci sono, gli strumenti economici ci sarebbero, gli strumenti istituzionali sono da mettere a punto. Penso al alle funzioni istituzionali della citta’ metropolitana ed al sistema-paese Italia, nel contesto europeo. Milano ce la puo’ fare, anzi ce la deve fare. »
Un ruolo, quello di Milano, che Bana riassume efficacemente con due dati:qui hanno sede 119 tra consolati e consolati onorari, seconda per numero al mondo dopo New York; e, nell’epoca dell’egoismo assurto, purtroppo, a valore, produce una straordinaria messe di associazioni di volontariato, le più numerose e organizzate del Paese. Rimane, allora come oggi, “Milan con el coeur in man …”, campione di accoglienza e di solidarietà. E, ha aggiunto con riferimento alla propria attività, anche la giustizia a Milano è tra le più efficienti d’Italia.
Giusto però è bilanciare tante valutazioni positive con un neo: Milano non è sempre ben conosciuta dai milanesi, né da un punto di vista urbanistico, né storico né culturale né …A chi scrive viene in mente un episodio emblematico. Molti anni fa negli uffici della Soprintendenza di Palazzo Reale si presentò uno studioso straniero che, munito di libri e documenti, cercava una tavola di Cesare da Sesto rappresentante l’Ultima Cena, un autentico capolavoro. Dopo affannose ricerche venne scoperta …appesa in un corridoio. Ne parlò proprio Il Giorno e il neonato ministero dei Beni Culturali si mosse, trasferendo l’opera nel caveau della Banca d’Italia perché assicurarla avrebbe assorbito il bilancio annuale dell’ufficio. Riscoprire tanti tesori di Milano farebbe inorgoglire ancora di più i milanesi spronandoli ulteriormente per raggiungere gli importanti e difficili traguardi che questa grande e bella e amata città si pone.