Tetto alle commissioni e regole più trasparenti. Da Bruxelles arriva la svolta sulle carte di credito

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Tetto alle commissioni e regole più trasparenti. Da Bruxelles arriva la svolta sulle carte di credito

carte di creditoChi usa molto le carte di credito conosce il problema: si tira fuori del portafoglio la nota tessera patinata, di quelle senza limite di spesa, nella speranza che venga accettata dal ristorante sotto casa. Costa cara, ma la pubblicità mi ha convinto che se non l’ho non mi potrò mai sentire un cittadino globale. In teoria dovrebbe andare così, in Cile come in Siberia. E invece no, la risposta è quasi sempre la stessa: «Mi scusi, non la teniamo, le commissioni sono troppo alte». La notizia che arriva da Bruxelles promette di cambiare le cose: oggi entrano in vigore le nuove regole che rendono i costi per i pagamenti con carte di debito e di credito più trasparenti, tanto per i commercianti quanto per i consumatori. Il regolamento prevede un tetto massimo alle commissioni, così da evitare che la media dei costi per i dettaglianti che accettano la carta non superi mai i pagamenti in contanti. Da oggi le cosiddette «commissioni di interscambio» non potranno superare lo 0,2 per cento del valore della transazione per le carte di debito e lo 0,3 per quelle di credito. Cos’è la commissione di interscambio? È semplice: quando un consumatore paga per un acquisto con carta di credito o di debito, la banca del commerciante versa una commissione a quella che ha emesso la carta di pagamento. La commissione di interscambio è dedotta da ciò che il commerciante riceve dalla sua stessa banca per la transazione.
Le nuove regole riguardano anche la libertà di scelta del consumatore rispetto al tipo di pagamento. Molte carte includono obbligatoriamente più canali: in Italia avviene ad esempio con il circuito Bancomat e Maestro. Con le nuove regole, i consumatori e il commerciante potranno sceglierne uno solo o una carta unica. Il sistema in vigore è infatti opaco: in caso di marchi diversi, le banche fatturano ai dettaglianti una commissione unica per le operazioni, anche se la commissione pagata era diversa per ciascun marchio. Ora, a meno che a chiederlo esplicitamente non sia il dettagliante, le banche dovranno precisare la commissione legata a ciascuna operazione.

La Stampa