Mondadori-Rcs Libri: i “sacrifici” di Marina e l’Antitrust che ha creato un altro colosso

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Marina BerlusconiL’antitrust concede il via libera all’acquisto di Rcs libri da parte di Mondadori, a condizione però che Mondadori ceda Bompiani e Marsilio. Una sorta di rivoluzione nel mondo del libro ma che Marina Berlusconi definisce “è un giorno bello e importante per la Mondadori”. L’imposizione dell’antitrust alla Mondadori non è stata accettata senza riserve, tuttavia il presidente Marina Berlusconi nel celebrare il successo della casa editrice di Segrate non ha fatto mancare una nota polemica: “sacrifici pesanti, imposti da un’applicazione decisamente discutibile e tutt’altro che lungimirante di normative nazionali ed europee a loro volta schematiche e superate”. La dichiarazione è inclusa in una più ampia dichiarazione nella quale Marina Berlusconi presenta l’operazione alla stampa: “Il via libera dell’Antitrust rappresenta il passaggio fondamentale per la definitiva acquisizione della Rcs Libri. Superata una fase difficile, la Mondadori, di cui la mia famiglia è l’editore da oltre 25 anni, torna a crescere e lo fa investendo su un bene prezioso come i libri. Ci sono molti buoni motivi per essere orgogliosi di un risultato così rilevante, il cui merito è innanzitutto di quanti dedicano ogni giorno a questa grande azienda impegno e professionalità”. Ci tiene a sottolineare la protezione di Mondadori e di Rizzoli che negli anni hanno fatto la storia culturale del nostro Paese, protagonisti a 360 gradi delle tradizioni culturali italiane, unendo le forze di queste due realtà storiche e soprattutto italiane (scongiurando il rischio di contaminazioni straniere nella compagine societaria) si provvederà ad aumentare gli investimenti di qualità necessari e sufficienti a diffondere e rinverdire la pratica della lettura e indirettamente rafforzando anche la competitività nei confronti dei competitor esteri. Poi non perde l’occasione per fare riferimento ad un’altra recente operazione editoriale a suo parere discutibile, il riferimento è alla recente operazione di fusione di Itedi ed Editoriale L’Espresso (senza citarli direttamente), Marina Berlusconi sottolinea di essere in attesa “di vedere quali saranno le deliberazioni dell’Authority rispetto ad un’altra operazione relativa ad alcuni grandi quotidiani, quella sì con impatti tutt’altro che trascurabili, e non solo per quanto riguarda la libera concorrenza”. Chiude l’intervento sottolineando che: “le rinunce che abbiamo dovuto accettare non intaccano minimamente l’importanza e il valore strategico dell’acquisizione, per quanto riguarda sia i libri cosiddetti trade sia la scolastica. I motivi che ci rendevano e ci rendono profondamente fieri di questo passo restano intatti. Così come la nostra determinazione per rispettare fino in fondo l’impegno che essa comporta verso il mercato, verso le case editrici, ma innanzitutto verso i libri e verso chi come noi li ama”.
Nei fatti però, il neonato soggetto sarà sì un colosso da 600 milioni di euro di fatturato con una quota di mercato che sfiora il 40%, ma tra la cessione di un paio di marchi e il rispetto di alcuni “vincoli comportamentali” a metà tra etica e finanza ciò parrebbe non costituire una minaccia alla concorrenza. La solidità dei periodici Mondadori (il tridente Panorama-Donna Moderna-Grazia) è messa in serio pericolo della “rivoluzione digitale”, rendendo improvvisamente necessario rafforzare la divisione libri. La divisione libri si troverà comunque a competere con i canali di vendita online (tipo Amazon) e con l’editoria virtuale degli e-book (in un paio d’anni hanno raddoppiato la loro quota di mercato e superato i due milioni di lettori). Dunque la strategia di Mondadori è quella di attaccare che rimane sempre la miglior difesa, la sfida è quella d mantenere le penne più autorevoli e di sicuro successo indipendentemente da quello scrivono perché ormai il vero business non è nelle mani dell’editore ma nelle mani di chi fa marketing all’interno del mondo editoriale, e allora si scommette sulla notorietà e sulla capacità di penetrazione da parte di chi mette il nome sulle pubblicazioni che hanno in mano il pallino del gioco, soffocando definitivamente le linee editoriali. Comunque che l’antitrust faccia o non faccia da arbitro, l’operazione Rcs libri e Mondadori ha creato un altro colosso, che non è proprio l’immagine limpida del pluralismo.

Luca Lippi, Intelligonews