Credit Suisse taglia altri duemila posti di lavoro

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CREDIT SUISSE, FINANZINSTITUT, FINANZWESEN, FINANZKRISE, REZESSION, WIRTSCHAFTSKRISE, BANKENKRISE, BOERSENKRISE, BILANZ,Credit Suisse accelera la ristrutturazione, con l’obiettivo di realizzare risparmi per almeno 4,3 miliardi di franchi entro il 2018, contro i 3,5 miliardi annunciati in precedenza. Il gruppo bancario elvetico punta ora alla soppressione di 6 mila impieghi, contro i 4 mila tagli di cui aveva parlato in precedenza. I nuovi obiettivi sono stati resi noti questa mattina dal quartier generale zurighese. Dei 6 mila posti da tagliare, ad oggi 2.800 sono già stati cancellati. Credit Suisse, seconda banca elvetica per dimensioni, alle spalle di Ubs, ha anche annunciato la riconfigurazione delle attività Global Markets in Europa e nelle Americhe. L’obiettivo dichiarato dal gruppo è consumare meno capitale e generare più redditività. CS intende ridurre in questa unità la base dei costi, con un taglio consistente agli organici. Il gruppo ha anche confermato che l’entrata in Borsa del nuovo ramo che raggrupperà le attività svizzere avverrà nei tempi indicati (è prevista nel 2017) e che la costituzione della nuova società dotata di licenza bancaria dovrebbe concretizzarsi nel terzo trimestre di quest’anno. L’afflusso di capitali nella gestione internazionale di patrimoni è stato pari a 7,1 miliardi di franchi nel primo trimestre di quest’anno. Alla Borsa di Zurigo l’annuncio di tagli maggiori agli organici e ai costi è stato accolto positivamente e il titolo Credit Suisse Group era in chiaro rialzo già in apertura di contrattazioni. Dopo le difficoltà registrate nei conti 2015 e dopo i consistenti ribassi in Borsa, molti analisti e operatori si attendevano passi ulteriori nella già iniziata ristrutturazione del gruppo guidato dal chief executive officer franco-ivoriano Tidjane Thiam. Questa mattina l’annuncio ha confermato le attese. Ieri il gruppo aveva tra l’altro annunciato la cessione delle sue filiali di Monaco e Gibilterra a J.Safra Sarasin.