Tim, spazio all’intrattenimento

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Contenuti su più dispositivi e in mobilità, there ampliando l’offerta

Schermo tv olograficoTim fa sempre più spazio all’intrattenimento nella sua offerta, cavalcando l’onda della tv via web, pills un trend sempre più diffuso anche in seguito all’arrivo in Italia di Netflix. Nel 2015 gli utilizzatori del servizio dell’operatore di telecomunicazioni che consente di guardare contenuti video on demand (TimVision), sia da casa sia in mobilità, sono cresciuti del 90%: sono richiestissime le serie tv, ma è aumentata anche la parte relativa ai programmi per bambini e ragazzi e il cinema. Oltre che sull’ampliamento dei titoli, si punta sulla possibilità per i clienti di guardare le proposte da più dispositivi in contemporanea con un unico abbonamento e senza consumare il traffico dati da smartphone e tablet. In tutto ciò anche TimMusic, la piattaforma per la musica in streaming, sta dando buoni risultati.
Sembrerebbe che i cosiddetti servizi svod, ovvero la tv on demand via internet con un canone fisso mensile che permette di accedere all’intero catalogo offerto, sia decisamente un trend in via di affermazione. «Oggi ci sono vari fenomeni: la pay tv tradizionale e la tv online con i servizi svod che si sta affiancando o sostituendo alle pay tv. Si prevede che negli Stati Uniti nel 2020, il mondo svod rappresenterà il 59% degli abbonati a pagamento, in Europa il 32%», spiega Daniela Biscarini, responsabile multimedia entertainment di Tim. «In Italia si stimano oggi un milione di clienti svod, che sono cresciuti molto velocemente dall’arrivo di Netflix, mentre il mercato della pay tv tradizionale, con Sky e Mediaset, conta 7 milioni di abbonati».
Sempre più italiani, insomma, guardano contenuti tv online. «4,1 milioni di persone cercano video di origine televisiva sul web, il 60% dichiara di voler vedere anche contenuti di media e lunga durata su smartphone e tablet e il 40% afferma di guardare un contenuto on demand al giorno. In tutto ciò il consumatore passa dall’essere passivo a scegliere sia ciò che vuole vedere sia le modalità di fruizione. Ciò implica anche che sia infedele: si aspetta di poter decidere tra diverse offerte senza vincoli», continua Biscarini. «Gli utenti sopra i 40 anni guardano i video soprattutto sulla tv e da pc, mentre sotto quest’età c’è uno spostamento sui dispositivi mobili».
In questo contesto, TimVision «ha raggiunto nel 2015 un milione di clienti abilitati e mezzo milione di clienti attivi, con una crescita degli utilizzatori del 90% e del 130% delle fruizioni», sottolinea Giovanni Brunelli, responsabile della tv on demand di Tim, disponibile via adsl e fibra attraverso il decoder TimVision e le smart tv dove è presente l’applicazione dedicata, da pc, attraverso il web e in mobilità su smartphone e tablet con l’app (il costo dell’abbonamento è di 5 euro al mese). «Il cinema è aumentato del 153%, le serie tv del 197% e le proposte per bambini e ragazzi del 188%. Abbiamo ampliato l’offerta passando da 6 mila e 8 mila titoli. Proponiamo anche un catalogo con film da acquistare o noleggiare per i non abbonati, la possibilità di vedere i programmi dell’ultima settimana di Rai e La7 e altri contenuti grazie agli accordi siglati con Netflix, Premium on line di Mediaset e Sky».
I vantaggi su cui si punta sono «il fatto che l’alta è definizione inclusa, che i video sono fruibili da diversi device anche in contemporanea, che c’è un unico abbonamento senza vincoli e che l’utente non consuma traffico dati in mobilità sulla rete Tim», osserva Brunelli. «Tra le novità, c’è un nuovo decoder Android tv, che verrà introdotto prima dell’estate, e una nuova interfaccia con una maggiore semplicità di utilizzo».
Per quanto riguarda invece il mondo della musica, in generale crescono i servizi in streaming, soprattutto quelli a pagamento, con un ascolto della musica digitale che nel 58% dei casi avviene sullo smartphone. «TimMusic ha un catalogo di circa 25 milioni di brani musicali e rappresenta l’8% del mercato musicale totale e il 20% di quello digitale», dice Giuseppe Mosca, responsabile di TimMusic. «Abbiamo 600 mila clienti attivi nel 2015 e 250 mila che si collegano ogni mese, in aumento dell’80% rispetto all’anno precedente, con più di 250 brani ascoltati per cliente ogni mese, in crescita del 40%».
In quest’ambito ci si focalizza, oltre che sul catalogo, «sul consolidare i nostri format e inventarne di nuovi», osserva Alessio Bertallot, direttore artistico della piattaforma, «come le radio playlist, in cui tra un pezzo e l’altro c’è una presentazione che introduce la canzone, oppure le anteprime esclusive dei dischi».

Italia Oggi