Ferrari pronta per lo sbarco a Wall Street

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ferrariPresentata la documentazione alla Sec. L’azienda diventa olandese ma pagherà le tasse in Italia
L’icona del made in Italy vincente, si prepara ad un’altra sfida. Ferrari è pronta per lo sbarco a Wal Street. La documentazione relativa alla quotazione delle azioni ordinarie attualmente detenute da Fiat Chrysler Automobiles è stata depositata presso la Sec, l’organo di controllo della Borsa americana, che dovrà ora valutarla e dare il via libera. Nessuna indicazione precisa sui tempi, ma l’operazione che separerà Ferrari da Fca «sarà completata nella prima parte del 2016». Anche il Cavallino seguirà le stesse orme di Fca, ovvero si proietterà interamente oltre confine. Non solo per la quotazione nell’importante piazza americana anche se non è esclusa che in un secondo momento ci possa essere la quotazione a Piazza Affari. Il Cavallino avrà una holding olandese. La residenza fiscale resterà invece in Italia, dove la casa di Maranello e come ha precisato subito l’azienda, «pagherà le tasse sui propri redditi come fanno oggi tutte le società fiscalmente residenti in Italia». Garanzie sono state date per il personale: non sarà spostato, non ci sarà una riduzione dell’occupazione nè delle attività attualmente condotte da Ferrari in Italia. I vertici resteranno quelli in carica con Sergio Marchionne che manterrà la presidenza mentre Amedeo Felisa sarà amministratore delegato. I dettagli dell’operazione di Ipo, alla quale stanno lavorando Ubs Investment Bank, BofA Merrill Lynch and Banco Santander come Joint Bookrunners dell’offerta e Ubs Investment Bank nel ruolo di Global Coordinator, non sono ancora noti. Non si conosce l’esatto numero delle azioni ordinarie oggetto dell’offerta, ma si sa già che la quota da collocare non supererà il 10% del capitale. Marchionne ha indicato come valore stimato per tutta la società una cifra non inferiore ai 10 miliardi di euro: questo vuol dire che almeno un miliardo di euro entrerà nelle casse di Fca e servirà ad abbattere il debito del gruppo. Dopo l’offerta pubblica – si legge nel documento inviato alla Sec – Exor avrà il 24% del Cavallino Rampante, Piero Ferrari manterrà la sua quota del 10%, mentre il 66% circa sarà detenuto dagli azionisti attuali di Fca e da quelli che acquisteranno le azioni durante il collocamento. Anche in questo caso però sarà valido il sistema di voto multiplo previsto dalla normativa olandese: la holding degli Agnelli quindi potrà mantenere con Piero Ferrari il controllo della società. Nel documento presentato alla Sec Fca ricorda che nel 2014 Ferrari, le cui performance sono collegate anche ai risultati conseguiti in Formula 1, ha consegnato 7.255 automobili, ha realizzato ricavi per 2,76 miliardi di euro e un utile netto di 265 milioni. La prossima settimana a Londra si riuniranno i consigli di amministrazione di Cnh Industrial e di Fca, rispettivamente il 29 e il 30 luglio, per esaminare i conti del secondo trimestre 2015 e della prima metà dell’anno.
(Di Laura Della Pasqua)

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