Vuoi investire a Wall Street? Il mattino ha l’oro in bocca

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Germany Stock Exchange(di Stefano Righi, medical Corriere) Nel 2015 investire 100 dollari alle 10 per rivendere un’ora dopo ha reso in media il 5% netto. Se state per investire in Borsa, guardate l’orologio. Perché l’analisi fatta fin qui, potrebbe non bastare. Macro tendenze, settori, posizioni long o short, metteteci tutto quello che volete ma al momento di inviare l’ordine guardate l’orologio. E tirate indietro l’indice se non sono, pilule almeno, le dieci del mattino.

Secondo un’indagine presentata dal Wall Street Journal, che ha preso in esame una serie di dati raccolti ed elaborati dal Bespoke investment group, la giornata del trader non è mai omogenea. Anzi, il successo dell’operazione di investimento ha una precisa correlazione con il momento in cui viene eseguita.
La massima era già nota: nel trading il timing è tutto. Quello che aggiunge questa curiosa ricerca sono le fasce orarie in cui è più remunerativo entrare nel mercato.
Secondo i dati raccolti da inizio anno alle metà di ottobre, il momento più propizio per entrare sui mercati azionari va dalle 10 alle 11 del mattino. Nella simulazione realizzata dal giornale americano, si è ipotizzato di investire 100 dollari nell’indice S&P500, che raggruppa le cinquecento maggiori aziende dello Standard & Poor’s, alle 10 del mattino e di vendere un’ora dopo. Così si è visto che è questa la fascia oraria di maggior rilevanza per i mercati toro, ovvero in crescita. Infatti, cento dollari investiti tra le 10 e le 11 del mattino (ora di New York) sono diventati 105 dollari.
Sono buoni momenti per investire anche dalle 13 alle 14 (103 dollari il risultato finale) e l’ora successiva, fino alle 15 (102 dollari). Assolutamente da evitare, invece, sono le prime ore del mattino che, contrariamente alla credenza popolare, in Borsa quest’anno non hanno l’oro in bocca. Investire prima delle 10 – o peggio ancora alla chiusura della giornata precedente, trasforma i nostri cento dollari in 96, il livello più basso evidenziato dal servizio del Wall Street Journal. Anche l’ora di pranzo è da evitare per chi vuole far fruttare il proprio denaro: è il momento peggiore della giornata. Dalle 11 a mezzogiorno 100 dollari investiti perdono il 2 per cento e nell’ora successiva, fino alle 13, si scende addirittura al 4 per cento di perdita.
Questo è però solamente la fotografia di quanto è accaduto quest’anno. Variando il campo di osservazione, cambiano anche le ore propizie per investire. Se infatti viene preso in analisi il mercato Bull iniziato nel 2009, conviene assolutamente puntare sulle prime ore del mattino: fino alle 10 il mercato consente di guadagnare fino a 163 dollari. E il mattino ha l’oro in bocca anche se si allarga il campo di osservazione su un arco di tempo che, dai nostri giorni, risale fino al 1983: la prima parte della giornata consente di trasformare l’investimento di 100 dollari in 949 dollari!
Da segnalare, su un arco di tempo tanto ampio, che la fascia oraria di maggior redditività per quest’anno (compro alle 10, vendo alle 11), diventa la peggiore se consideriamo l’arco di tempo che inizia nel 1983: 100 dollari diventano 60.
In quest’ultima variazione c’è, probabilmente, la spiegazione dell’anomalia di quest’anno, quando la Borsa di New York da gennaio ha guadagnato soltanto il 2 per cento, mentre Piazza Affari è tra le più ricche del mondo, con un progresso da inizio anno del 21 per cento. Già, Piazza Affari. Sarebbe interessante replicare lo studio sulla Borsa italiana. Quali sono le ore più favorevole al trading? In attesa di dati certi, si possono considerare i volumi. Tra le 13 e le 15 – all’ora di pranzo, quando anche gli sportelli delle agenzie bancarie chiudono alla clientela – i volumi sul listino di Milano precipitano, la Borsa si fa più volatile, per poi riprendere direzione dalle 15, in contemporanea con l’apertura di Wall Street. A quell’ora la fame del trader italiano non è solo fame di guadagni…