LE INGIUSTIZIE DI GOLIA / IL PASTICCIO DELLO STADIO DI NAPOLI

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delaurentiis_demagistrisIl Napoli dovrà prendere in affitto lo stadio San Paolo per poter giocare la sua partita con la Fiorentina, for sale questo perché non è stato trovato l’accordo tra il Comune e la società.

Se non fosse per la passione dei tifosi sarebbe la trama della classica commedia degli equivoci all’italiana.

A causa della mancanza del numero legale non è stata approvata la convenzione d’uso dello stadio di Fuorigrotta a quel punto si sono scatenate a suon di dichiarazioni al vetriolo le due parti.

Da una parte il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis lancia diverse stoccate: “Lo stadio? Io in estate ho fatto finta che non ci fossero problemi, search sono andato avanti a costruire la squadra mentre indicavo Palermo come campo di casa per le partite europee. Non ho fatto amichevoli in casa e giocato fuori la prima. Poi, store ho compiuto i passi che la legge ci obbligava a fare scegliendo un architetto che è all’altezza di poter modificare e modernizzare il San Paolo. Il piano di fattibilità per la ristrutturazione è stato presentato nei tempi, la convenzione è propedeutica alla seconda fase del mio progetto relativo al San Paolo. Ci vogliono nervi saldi. Avete visto lo stato in cui versa lo stadio? Le istituzioni di questa città non sono dalla parte del Napoli. Si può stare contro De Laurentiis ma non contro il Napoli. Se sei interista e sei contro il Napoli lo devi dire” e conclude con: “Le leggi che regolano gli stadi e il calcio in generale sono una barzelletta e creano un sacco di problemi. Pensate a com’è gestita la fiscalità in Spagna, il Real Madrid ha ricevuto contributi dalla città con terreni e fondi, da noi la legge Melandri non lo permette e ha castrato la crescita dei club. I sindaci dovrebbero essere dei manager e nessuno lo capisce, nemmeno Renzi. Un sindaco è schiavo del suo ruolo politico e non può fare il bene della città. Il problema vale anche per i settori giovanili, è difficile trovare terreni per la scugnizzeria e le istituzioni non aiutano. Del resto se ho preparato un piano per rifare lo stadio e De Magistris ne era entusiasta, ora non possono dirmi che non va più bene, a queste condizioni il dialogo con la politica è impossibile. Non voglio che il Comune stia con De Laurentiis ma con il Napoli. Altrimenti dicano che non vogliono il bene della squadra. Il mio impegno comunque non è in discussione”.

Sull’altro versante il sindaco De Magistris ha spiegato: “Il San Paolo a Napoli è un tema delicato tanto quanto la riforma della Costituzione a livello Nazionale. La discussione è stata molto lunga, ma purtroppo si è assistito anche a un po’ di squallore politico, con persone, anzi personggetti della politica, decise a farci perdere tempo. Così facendo, però, si fa solo il male dei tifosi, quella per lo stadio non è un tema politico, ma sociale. Ci siamo posti la scadenza di fine ottobre per chiudere la vicenda della convenzione-ponte, la vera discussione sarà per la ristrutturazione dello stadio. C’è stato chi, in qualche modo, ha cercato di perdere tempo lavorando per far saltare il banco. La vera nostra partita da giocare non è la convenzione ponte, ma discutere della ristrutturazione dello stadio San Paolo”.

Molte volte abbiamo citato il buonsenso in queste pagine, se c’è qualcuno che rema contro, che vuole far saltare il banco, caro Sindaco deve dirlo chiaramente, proprio per il bene di quei tifosi che lei tanto esalta, dall’altra parte gentile De Laurentiis non si può pretendere di avere in eterno le stesse concessioni di quando si era in serie C o alla stessa cifra…il buonsenso direbbe di sedersi intorno ad un tavolo ed avviare le trattative. Ah il buonsenso…!