Più in dettaglio, le entrate fiscali italiane sono costituite al 27% da proventi delle imposte sul reddito delle persone fisiche, al 7% da tasse sui profitti delle aziende, al 30% dai contributi sociali e previdenziali, al 6% dalle tasse sulla proprietà, al 26% dalle tasse sui consumi di beni e servizi e per il 4% da altri provvedimenti fiscali.

L’Italia ha un tasso di iva superiore alla media dei Paesi Ocse, ma è tra in meno efficienti in materia di performance del sistema. Lo riferisce uno studio dell’organizzazione parigina sulla tassazione dei consumi. L’iva italiana è oggi al 22%, contro una media Ocse del 19,1% al 1 gennaio 2014. Ma l’indice di efficacia del sistema di raccolta (che misura il divario tra le entrate effettive legate all’Iva e quelle che sarebbero teoricamente generate da un applicazione del tasso di Iva normale alla totalità dei consumi nazionali) è fermo a 0,38, quasi 0,2 punti sotto la media, per l’effetto combinato di esenzioni e Iva agevolata da un lato, e di evasione e frode dall’altro. Di conseguenza, in Italia i proventi dell’Iva rappresentano solo il 13,8% del totale delle entrate fiscali, contro una media Ocse del 19,5%.

La Repubblica