Salini Impregilo in picchiata in Borsa, rebus sulla revisione delle stime per il 2014

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Analisti preoccupati sul possibile incremento dell’indebitamento finanziario, visto sui 600 milioni alla fine del terzo trimestre, quando stando ai target della società dovrebbe scendere a zero nel 2014. Ma fonti vicine al gruppo confermano tutti gli obiettivi per la fine dell’anno. Nuova giornata di passione a Piazza Affari per le azioni Salini Impregilo, che precipitano in Borsa facendo peggio del mercato mentre alcuni analisti esprimono qualche dubbio in attesa dei conti del terzo trimestre del 2014 su cui si alzerà il velo il 12 novembre. I titoli del gruppo attivo nel settore delle costruzioni viaggiano su livelli che non vedevano dalla fine del 2012, dai tempi cioè della battaglia tra la famiglia Salini, ora prima azionista al 62%, e la famiglia Gavio, che nel 2013 aveva poi aderito all’offerta pubblica di acquisto (Opa) dei concorrenti. Al centro dell’attenzione, in particolare, c’è il livello di indebitamento finanziario netto a livello consolidato, che alla fine del primo semestre si attestava a 417,7 milioni e che secondo alcuni analisti sarebbe ulteriormente aumentato negli ultimi tre mesi al 30 settembre. “Mi aspetto una crescita del dato sui 600 milioni – spiega un operatore che preferisce mantenere l’anonimato – a causa di un tema di capitale circolante sfavorevole. L’aumento del debito dipende anche dal mancato incasso di anticipi su commesse. Non escludo che entro la fine del 2014 le cose possano cambiare, magari con qualche notizia positiva dal Medioriente, ma certo è che raggiungere il loro obiettivo di indebitamento pari a zero entro fine anno a questo punto diventa sempre più difficile”.  La situazione, per la società guidata dall’amministratore delegato Pietro Salini, appare critica anche in Libia, dove, come fa notare lo stesso analista, “erano stati previsti incassi che data la situazione geopolitica non sono arrivati, con quello che di fatto è stato un congelamento del portafoglio ordini”, che in gergo tecnico viene definito “backlog”. Proprio questa mattina, gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno tagliato il prezzo obiettivo calcolato per Salini a 3,6 euro da 4,2 euro, mantenendo comunque la raccomandazione di acquisto (“buy”). Un portavoce della società, in mattinata, ha minimizzato spiegando che tutti gli obiettivi per la fine del 2014 sono confermati e rimandando per qualsiasi altro dettaglio ai dati del terzo trimestre che saranno annunciati il 12 novembre.

di CARLOTTA SCOZZARI

La Repubblica