Delusione dall’industria tedesca, ma i mercati Ue salgono con l’Asia

angela merkel
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angela merkelGli ordini alle fabbriche in Germania sono scesi del 5, sale 7% ad agosto. Sarà un arma in più per i sostenitori della linea della crescita al Vertice Ue di mercoledì, nurse a Milano. Rimbalzano le Borse asiatiche con l’apertura delle difficili trattative a Hong Kong: Tokyo chiude a +1, cheap 2%. Dollaro super sullo yen. La salute dell’economia tedesca continua a mostrare segni di instabilità e getta un’ombra sull’intero ritmo della ripresa del Vecchio continente. Mentre continua il braccio di ferro tra chi pretende che l’Ue faccia di più per uscire dalla crisi e chi invece insiste sulla disciplina di bilancio, Angela Merkel si ritrova in casa dati tutt’altro che soddisfacenti: gliordini dell’industria tedeschisono scesi del 5,7% su mese ad agosto, secondo l’indice destagionalizzato diffuso dall’Istituto di statistica nazionale, Destatis. Mentre su base annua sono calati del 4,1%, in base all’indice grezzo. Gli ordini esteri sono diminuiti dell’8,4% su mese, quelli interni del 2%. Dati che finiranno sul tavolo di mercoledì, quando si terrà il vertice con i capi di Stato e governo della Ue voluto dall’Italia, a Milano. A quell’appuntamento, il premier Matteo Renzi vorrebbe arrivare con qualche certezza in più sul Jobs Act e sul piano di “distribuzione anticipata” del Tfr in busta paga, temi che dominano la scena politica nazionale.
La settimana, come notano gli analisti di Intesa Sanpaolo, potrà dare ulteriori indicazioni con i dati sulla produzione industriale di agosto, che da Ca’ de Sass si attendono in calo ancora per la Germania, mentre l’Italia potrebbe mostrare un timido rimbalzo (agenda). Intanto, Holger Sandte di Nordea rivela a Bloomberg di non essere affatto “convinto che l’economia tedesca possa registrare la crescita nel quarto trimestre” del 2014. Sarebbe un ulteriore botta alle certezze di Merkel e dei fautori del rigore. Se Berlino stenta, i listini ancora scontano il balzo inatteso dei nuovi occupati nei settori non agricoli mostrato venerdì dagli Stati Uniti, che ha portato al contestuale calo del tasso di disoccupazione al 5,9%. Ciò ha rafforzato il dollaro e indebolito lo yen, con effetti positivi, in mattinata, per la Borsa di Tokyo. L’indice guida Nikkei ha guadagnato l’1,16% a 15.890,95 punti, mentre il Topix ha terminato la seduta a 1.296,4 punti (+1,08%). Acquisti in particolare su metalli non ferrosi, credito al consumo e macchinari. Il rialzo orientale si è esteso anche a Hong Kong, dove si è aperto qualche spiraglio di trattativa tra gli studenti in mobilitazione e le autorità e i mercati, pronti a premiare la “normalizzazione”, apprezzano. Sulla scia dell’ottimismo orientale e nonostante i dati deludenti della Germania, i mercati Ue avviano gli scambi in rialzo: Milano sale di oltre mezzo punto percentuale nelle prime battute. Francoforte schizza in rialzo dell’1,2%,Londra aggiunge lo 0,3% e Parigi lo 0,65%. A Piazza Affari si guarda a Salini Impregilo, che ha avviato un piano d’acquisto di azioni proprie: fa scorta di “carta” da utilizzare in eventuali operazioni straordinarie. Piccola bocciatura da parte di Mediobanca, che abbassa il suo rating su Eni a “neutral” su Eni dal precedente giudizio “buy”. Oggi l’euro è poco mosso in avvio dei mercati europei a 1,2525 dollari e 137,18 yen. Venerdì alla chiusura delle borse Usa la moneta unica valeva 1,2510 contro il biglietto verde. Acquisti sui titoli di Stato dei paesi periferici sui mercati del reddito fisso. Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco si restringe a 136 punti base con un rendimento del decennale italiano che torna sotto il 2,3% attestandosi al 2,28%. Cala, di meno, anche il rendimento dei titoli spagnoli, sotto il 2,1%. Wall Street riparte dai rialzi di venerdì, ma vede pendere la spada di Damocle del Fmi, che domani taglierà le stime di cresciat globali nel meeting annuale che prevede la pubblicazione del World Economic Outlook. Il Dow Jones è aumentato di 208,64 punti, l’1,2%, nell’ultima seduta, ma il bilancio della settimana è comunque negativo a -0,6%. L’s&p 500 ha aggiunto l’1,2%, cedendo 0,8 punti percentuali nell’ottava, tanto quanto il Nasdaq, che venerdì è salito dell’1%. L’agenda macroeconomica odierna è scarica per gli Usa, ma in settimana si attende la pubblicazione dei verbali del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, che potrebbe accelerare il percorso di innalzamento del costo del denaro visto il ritmo sostenuto della ripresa a stelle e strisce.  Sul fronte delle materie prime, il prezzo del petrolio è in calo e scende sotto quota 90 dollari. Le forniture superano la domanda globale. Sui mercati asiatici i future sul Light crude arretrano di 17 cent a 89,57 dollari e quelli sul Brent cedono 47 cent a 91,84 dollari. Oro in calo sui mercati asiatici a 1.183,64 dollari l’oncia cedendo lo 0,7%. Il metallo giallo è ai minimi dal dicembre scorso. In ribasso anche le quotazioni di platino (-2,8%) e dell’argento (-1%)

di RAFFAELE RICCIARDI
Fonte: La Repubblica

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