Istat, scende il fatturato dei servizi

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istatIstat, sale scende il fatturato dei servizi L’indice del fatturato dei servizi nel secondo trimestre è sceso dello 0, search 7% rispetto all’anno precedente, physician secondo l’Istat. Nel dettaglio, i settori che hanno visto un incremento rispetto al secondo trimestre del 2013 sono i servizi di trasporto e magazzinaggio (+0,8%) e i servizi di alloggio e ristorazione (+0,5%). In difficoltà, invece, i servizi d’informazione e comunicazione (-3,9%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (-2,3%), le attività di noleggio, le agenzie di viaggio e i servizi di supporto alle imprese (-1,2%), per il commercio all’ingrosso, commercio e per la riparazione di autoveicoli e motocicli (-0,4%).
Nel secondo trimestre gli indici destagionalizzati del fatturato hanno registrato variazioni congiunturali positive per la manutenzione e riparazione di autoveicoli (+0,6%) e per i servizi postali e attività di corriere (+0,4%). Hanno invece mostrano variazioni negative il trasporto aereo (-3,2%), i servizi di informazione e comunicazione (-1,7%), il commercio all’ingrosso (-1,3%) e il trasporto marittimo (-1,1%). Per i rimanenti settori, data la brevità delle serie storiche a disposizione, non è possibile calcolare indici destagionalizzati.
Il dato deludente di oggi sul fatturato dei servizi si aggiunge all’ultimo segnale negativo arrivato ieri dal Pmi servizi il cui indice è sceso ad agosto a 49,8 da 52,8 di luglio, ben sotto le previsioni degli economisti a 52, e soprattutto sotto la soglia dei 50 punti, spartiacque tra crescita e contrazione, per la prima volta dopo cinque mesi. Anche il fatturato dell’industria nel secondo trimestre è sceso dello 0,7% congiunturale (-3,1% tendenziale) con gli ordinativi calati del 2,1% (-2,5% tendenziale).
L’economia italiana nel secondo trimestre è tornata in recessione per la terza volta dal 2008, segnando una contrazione del pil dello 0,2% su base trimestrale. Le chance di un ritorno alla crescita del pil nel terzo trimestre si fanno più limitate. La maggior parte degli economisti si aspetta una crescita limitata o pari a zero quest’anno, dopo le contrazioni del pil dell’1,9% l’anno scorso e del 2,4% nel 2012.

Milano Finanza