Terra gratis da coltivare a chi fa il terzo figlio. Ma no alle famiglie allargate

Share

Podere al popolo. Ma non alle famiglie allargate. Il governo sta definendo il decreto attuativo per una delle misure inserite nell’ultima legge di Bilancio, la concessione gratuita di un terreno demaniale agricolo alle famiglie che fanno il terzo figlio. Un incentivo alla natalità, che negli ultimi dieci anni è calata in Italia del 21%. E che allora venne ribattezzato «Podere al popolo», parafrasando «Potere al popolo», ultimo nato, a proposito di natalità, tra i partiti politici di sinistra.

I criteri del decreto

Alcuni criteri sono ancora da definire. Ma un paletto è stato già piantato. Per avere diritto al terreno da coltivare sarà necessario che i tre figli appartengano tutti alla stessa coppia. Restano quindi fuori le famiglie allargate, in cui i tre figli non sono tutti consanguinei, in cui il terzo figlio nasce da una coppia diversa da quella originaria

Non solo le coppie sposate

Il decreto attuativo —al quale stanno lavorando i ministeri dell’Agricoltura e quello della Famiglia, tutti e due in quota Lega — non limita però il bonus alle coppie sposate. Non potrebbe farlo: ci sarebbe il rischio concreto di incostituzionalità, anche perché la misura è stata disegnata come un incentivo alla natalità, non al matrimonio. Contano i figli, a patto che siano consanguinei, non il tipo di coppia che li mette al mondo. Resta il fatto che con il «podere al popolo» il governo aggiorna indirettamente la sua visione della famiglia: il sacro vincolo del matrimonio non conta più. Ma non ci può nemmeno spingere fino alla famiglia allargata.

Lorenzo Salvia, Corriere.it

Share
Share