Martella, i fondi per i prepensionamenti ci sono. Agenzie stampa? Nessun dirigismo

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Le risorse per i prepensionamenti nel settore dell’editoria «ci sono e credo si potrà trovare un’intesa tra tutte le forze politiche e fare in modo di realizzare questo intervento, necessario per le difficoltà che ci sono nel settore. Rimarrei tendenzialmente con l’idea che a un prepensionamento debba corrispondere un turnover consistente. Proporrei una percentuale di due a uno»: lo ha dichiarato ieri durante il seguito della sua audizione alla commissione cultura della camera (vedere ItaliaOggi del 30/10/2019) Andrea Martella, sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega per l’editoria. Martella ha anche precisato come «non possiamo prevedere misure per il prepensionamento senza pensare a misure per l’ingresso nel mondo del lavoro di giovani giornalisti e professionisti del digitale». Da definire, però, restano alcuni dettagli come le modalità per l’accesso alla pensione anticipata da parte dei giornalisti e i requisiti richiesti ai poligrafici, nonché se rispondere eventualmente al malumore espresso da qualche editore per un rapporto uscite/ingressi più stringente (in passato valeva la regola un ingresso per ogni tre uscite).
Martella ha approfondito, poi, il tema delle agenzie stampa che, all’epoca del sottosegretariato Luca Lotti nel governo di Matteo Renzi, avevano visto l’introduzione dei bandi europei per l’assegnazione delle convenzioni col governo nonché erano state destinatarie di un invito esplicito da parte dell’esecutivo a razionalizzare il numero di agenzie e, magari, a creare un campione nazionale in stile France Presse (Afp). Invece Martella ha ribadito che «sul numero elevato delle agenzie di stampa, da parte del governo non è possibile introdurre misure di stampo dirigista che ne impongano la diminuzione; però possono essere individuate delle forme di stimolo anche indiretto per un’ottimizzazione organizzativa e dimensionale». In parallelo, sempre secondo il neosottosegretario, occorre «studiare anche una forma di soluzione giuridica che possa consentire da parte dello Stato l’acquisizione del servizio erogato dalle agenzie di stampa». L’obiettivo è controllare l’esistenza di «soluzioni tecniche diverse dalla gara di appalto», ha esplicitato Martella.

Infine, per quanto riguarda la vicenda di Radio Radicale, «abbiamo previsto, con risorse del Mise (Ministero dello sviluppo economico, ndr) e non del dipartimento dell’editoria, di stanziare 8 milioni nel 2020 per i servizi delle trasmissioni delle sedute parlamentari fino all’espletamento di una gara pubblica», ha concluso Martella, «che dovrà completarsi entro aprile del 2020».

Marco A. Capisani, ItaliaOggi

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