E se provassimo a giudicare senza pregiudizi Virginia Raggi?

di Cesare Lanza

Scommettiamo che i 5 stelle usciranno indenni dalla tempesta che ogni giorno si abbatte sul loro movimento? Non è una dichiarazione di voto, ma una semplice opinione personale. Senza pregiudizi. Non ho partecipato al catastrofismo dilagante per la Brexit e per la vittoria di Trump, e ora sono scettico sui disastri, diffusamente annunciati, nel caso che in Francia all’Eliseo possa insediarsi Marine Le Pen. Quanto al M5S, ho accolto con simpatia il loro avvento a Roma. Perciò, ieri, ho letto con curiosità due articoli. Uno, in prima pagina su Repubblica: la strana rubrica, L’amaca, senza titolo, di Michele Serra. Che dichiara di seguire con fatica la giunta Raggi e di non capirci nulla. Gli consiglio dunque di leggere Salvatore Merlo (secondo articolo), in prima pagina sul Foglio. Che invece mostra di aver capito tutto: «Metodo cinque stelle: delazioni, ottusità, espulsioni, e clima di terrore. Ecco com’è fallita Virginia Raggi…». Accidenti!
Proverò a dire sommessamente due mie opinioni, sempre senza pregiudizi. La prima: la sindaca finora non ha fatto granché per intervenire su Roma, ha commesso errori e gaffe evitabili. La seconda: ha di fronte un compito terribile, dopo molti lustri di malgoverno e corruzione, ma è violentemente attaccata da tre fronti alleati: cittadini delusi e critici, a prescindere; quei poteri forti che non gradiscono lo stop alle Olimpiadi e allo stadio della Roma; e i partiti uniti, terrorizzati dal test di Grillo (se Beppe vince a Roma, Palazzo Chigi è dietro l’angolo). Perciò Virginia mi fa simpatia e insisto – stremato – a scommettere su di lei.

Cesare Lanza, La Verità