ASSENTEISMO, IL RITARDO ITALIANO

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Le nuove norme del pubblico impiego targate Madia: rintracciabilità allungata per i lavoratori malati e più controlli

«Almeno 7 ore al giorno per tutti»: ecco le fasce di reperibilità in casa nei giorni di malattia proposte da Tito Boeri, presidente dell’Inps, che chiede «l’armonizzazione» delle regole tra settore pubblico e privato nell’ambito della riforma Madia sul pubblico impiego che sta per approdare in Consiglio dei ministri. Contraria la Cgil: «Proposta inaccettabile». Per quanto riguarda poi l’utilizzo della legge 104 (permessi retribuiti per l’assistenza di familiari disabili o malati) ci sono «differenze molto forti nell’ utilizzo» tra pubblico e privato (le giornate sono in media 6 l’anno per dipendente nel pubblico, mentre 1,5 nel privato) e differenze tra gli stessi comparti del pubblico che «fanno pensare a potenziali forme di abuso». Perciò il presidente auspica «controlli più serrati», ma «servono risorse aggiuntive». Inoltre, un Boeri a tutto campo, dice che l’indennità di accompagnamento andrebbe graduata «in base al reddito» così da dare di più a chi ha più bisogno. E visto che le spese per la non autosufficienza sono destinate a salire, Boeri propone, come in Germania, un «contributo obbligatorio» a carico dei pensionati.
La reperibilità
Attualmente la normativa per le assenze per malattia dei lavoratori prevede che le fasce di reperibilità durante le quali i medici delle Asl autorizzati possano effettuare le visite fiscali a domicilio siano di 4 ore giornaliere (10-12 e 17-19) per i dipendenti del settore privato e 7 ore (9-13 e 15-18) per quelli pubblici. Le novità della riforma sono dettate anche dall’analisi dei dati dell’Inps: nel 2015 sono stati trasmessi all’Istituto 12,1 milioni di certificati medici dal privato e 6,3 milioni dalla Pa, che conta però molti meno lavoratori. Ma in entrambi i settori il lunedì è il giorno nel quale ci si inizia a ammalare più spesso: 2,7 milioni di casi (30,5%) nel privato e 1,4 nel pubblico (27,6%). Mentre nel privato quelli che si ammalano più spesso hanno tra i 40 e i 44 anni (16,2%), nel pubblico la classe di età più colpita è tra i 55 e i 59 anni (21,2%).
Le norme anti furbetti
È affidata ai contratti la formula per colpire «i furbetti del cartellino» o chi è assente dall’ufficio puntualmente il lunedì e il venerdì per godersi il week end lungo o manca in altre occasioni clou (come il G7 di Taormina a maggio, le iscrizioni alle scuole tra gennaio e febbraio o la presentazione del 730 all’Agenzia delle Entrate a luglio). Invece con il decreto, cambieranno i tempi delle procedure ordinarie di licenziamento. Scenderà infatti da 4 a 3 mesi il termine entro il quale l’accertamento deve essere concluso. In caso di flagranza, il furbetto del cartellino sarà licenziato in 30 giorni e lo stesso tempo verrà calcolato per tutte le altre gravi forme illecite (come la corruzione) nelle quali verrà sorpreso il dipendente pubblico. Sarà quindi fatta chiarezza normativa sui casi di licenziamento, dallo scarso rendimento alla cronica condotta illecita, qualora ci sia profilo penale. Per gli statali resta intatto «l’articolo 18», con reintegra e risarcimento nei casi di ingiusta espulsione. Ma vizi formali e cavilli giuridici non potranno fermare l’azione disciplinare.
Visite fiscali
Con la riforma Madia tutti i controlli verranno affidati all’Inps che creerà un polo unico della medicina fiscale per pubblico e privato: le visite saranno mirate e monitorate da un sistema informatico avanzato. E sarà possibile per i medici eseguire visite ripetute nella stessa giornata. Saranno pure armonizzate le regole sulla legge 104 sull’assistenza ai familiari disabili o ammalati. Inoltre, nel decreto sarà rafforzata la posizione dei 1.300 medici presenti nelle liste speciali: professionisti sottoposti a un regime di incompatibilità, per evitare conflitti d’interesse tra chi esegue i controlli e chi viene controllato. Successivi decreti attuativi garantiranno un’armonizzazione delle fasce orarie di reperibilità e criteri per una “cadenza sistematica e ripetitiva”. In quest’ambito potrebbe trovare spazio la proposta del presidente dell’Inps, Tito Boeri, di allungare a 7 ore al giorno la reperibilità per i dipendenti pubblici, come è già per quelli del settore privato. La riforma targata Madia dovrebbe andare in consiglio dei ministri la prossima settimana.

Il Corriere della Sera