Finmeccanica, l’India annulla tutte le gare vinte. “Azienda finirà nella black list”

finmeccanica
Share

Il ministro della Difesa di Nuova Delhi ha annunciato che il procedimento verso l’azienda e le sue controllate è già avviato. Motivazione ufficiale: le indagini sulle presunte mazzette sugli elicotteri Agusta Westland. L’ex ad Orsi condannato a 4 anni in appello per corruzione internazionale e false fatturazioni

finmeccanicaA due giorni dal ritorno in Italia del marò Salvatore Girone, l’India ha deciso di cancellare tutti i bandi di gara vinti da

Finmeccanica (oggi Finmeccanica-Leonardo. Nella foto l’amministratore delegato e direttore generale Mauro Moretti) per equipaggiamenti destinati alla Difesa, in vista della messa della società italiana in una blacklist. Motivo ufficiale: le indagini per le presunte tangenti relative a un appalto da 560 milioni di euro per la fornitura di 12 elicotteri Agusta Westland. E già nelle ore successive alla decisione della Corte Suprema di rimpatriare il fuciliere di Marina, il Ministero della Difesa di Nuova Delhi annullava un mega-contratto da 300 milioni di dollari con l’azienda per la fornitura di siluri per i sottomarini indiani.

“Il processo per la blacklist è già iniziato”, ha detto il ministro indiano della Difesa, Manohar Parrikar, in una intervista all’agenzia stampa nazionale Pti. Inoltre ha aggiunto che non vi saranno più nuove transazioni con Finmeccanica e sue sussidiarie fino a quando questa rimarrà nella lista nera. “Dovunque c’è una intenzione di acquisizione da parte di Finmeccanica e delle sue sussidiarie – ha chiarito il ministro – le corrispondenti Richieste di presentare una proposta (Rfp) da parte dell’India saranno revocate. Su questo sono molto chiaro”. Tuttavia per quanto riguarda “contratti già eseguiti, la manutenzione annuale e l’importazione di pezzi di ricambio verrà permessa là dove sarà assolutamente essenziale“, ha affermato Parrikar, sottolineando che in questi casi la sicurezza nazionale “non può essere compromessa”. Quindi, “solo le nuove acquisizioni saranno bloccate”. Nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti, l’ex amministratore delegato Giuseppe Orsi è stato condannato in appello a 4 anni e mezzo di reclusione per corruzione internazionale e false fatturazioni per avere portato avanti “attività di depistaggio allo scopo di sottrarsi al processo” e “un’intensa ed estesa attività d’inquinamento probatorio“. Bruno Spagnolini, ex ad di Agusta Westland, è stato invece condannato a 4 anni di reclusione per corruzione internazionale e false.

Il Fatto Quotidiano

Share
Share