Gli scandali frenano Facebook e il titolo brucia 120 miliardi in un giorno

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I problemi sulla privacy e le polemiche su Cambridge Analytica iniziano a penalizzare il network di Zuckerberg che in una seduta perde 20 miliardi: frenano gli utenti in Europa, si appiattisce la crescita altrove e il gruppo vede nero per tutto l’anno e le azioni perdono fino al 20% a Wall Street.

I guai di Facebook costano 20 miliardi in un giorno a Mark Zuckerberg e 120 miliardi in tutto ai soci del social network. I titoli della società stanno crollando oggi a Wall Street del 18% circa, il maggior “buco” per un’azione in una sola seduta della Borsa americana. A far crollare il colosso di Menlo Park sono stati i conti del trimestre al 30 giugno che hanno confermato come gli scandali e i problemi di privacy abbiano iniziato a penalizzare i risultati del gruppo. A preoccupare gli analisti è in particolare il dato sul fatturato, cresciuto “solo” del 42% a 13,2 miliardi, meno del previsto. E’ la prima volta dal 2015 che Facebook non centra i suoi obiettivi e Wall Street, che vive di aspettative, ha iniziato a vendere. I “saldi” sono continuati quando i vertici del social network hanno comunicato di non aspettarsi alcun miglioramento sui conti da oggi a fine anno.

I numeri peggiori sono quelli arrivati dall’Europa dove il giro di vite contro l’abuso dei dati digitali ha fatto addirittura calare dell’1% tra maggio e giugno a quota 279 milioni il numero di utenti quotidiani. I tassi di crescita si sono però sgonfiati un po’ dovunque, scontando le accuse di manipolazione delle elezioni presidenziali Usa e lo scandalo Cambridge Analytica. Un tsunami di impopolarità che non è stato arginato nemmeno dalle testimonianze di Zuckerberg al Congresso. Il numero di utenti di Facebook, ovviamente, rimane altissimo, con 2,23 miliardi di iscritti a livello mondiale, l’11% in più rispetto a un anno fa. La vera miniera d’oro del social network è la massa di dati che raccoglie sui sui frequentatori, informazioni preziosissime per gli inserzionisti pubblicitari e gli uomini di marketing. L’ok di Bruxelles al General Data Protection Regulation ha però messo paletti più rigidi alla raccolta e Menlo Park circoscrivendo i dati che possono essere resi pubblici. E la società ha deciso di mettere le mani avanti, applicando le nuove regole Ue a tutte le sue attività, una decisione che potrebbe ridimensionare il suo appeal sul fronte degli spot.

A pesare sul futuro è anche l’aumento dei costi. Specie quelli legati alle assunzioni necessarie per controllare sul campo e prevenire il fenomeno delle fake news. I dipendenti dell società sono aumentati del 47% negli ultimi 12 mesi a quota 30.275 unità. Per cercare di continuare a garantire gli alti tassi di crescita cui ha abituato il mercato Facebook punta a cavalcare ancora di più i video e Instagram (di cui non fornisce dati separati) puntando pure su realtà virtuale e intelligenza artificiale.

la Repubblica

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