Enav, debutto col botto in Borsa: ma per il M5S la quotazione è un flop

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Subito un colpo di reni per il titolo nei primi minuti di contrattazione: +10%. L’ad Neri: “E’ un successo”. I grillini contrattaccano: “Mancano all’appello tra i 160 e i 240 milioni di euro, Ipo fallimentare”

enav neriEnav debutta a Piazza Affari col botto: il balzo in apertura delle contrattazioni nel primo giorno in Borsa è del 10%: il titolo della società che si occupa dell’assistenza al volo sopra i cieli e negli scali italiani ha aperto le contrattazioni a 3,63 euro per azione, contro i 3,3 euro fissati col collocamento. La societa’ che gestisce il controllo del traffico aereo civile in Italia ha collocato 759 milioni di euro. Il flottante al momento dell’ammissione è pari al 42,5% con una capitalizzazione di 1788 milioni di euro.
La “prima” di Enav è stata festeggiata stamattina dai vertici dell’azienda romana. La campanella di avvio delle contrattazioni è stata suonata da Roberta Neri, amministratore delegato di Enav. Per l’ad “i risultati parlano da soli: è stato un successo. C’e’ stato interesse da parte degli investitori e abbiamo tutte le caratteristiche per essere un’azienda di successo”.
Una risposta indiretta alle polemiche esplose nelle ultime ore: la chiusura dell’Offerta pubblica aveva infatti scatenato le proteste dei grillini: “Come si fa a sostenere che l’offerta globale di azioni ordinarie di Enav si sia conclusa con successo quando, rispetto alle stime, mancano all’appello nella peggiore delle ipotesi 241 milioni di euro e nella migliore, se venisse esercitata la greenshoe, ben 166 milioni di euro?”. Per i deputati delle Commissioni Finanze e Trasporti del M5S della Camera dei Deputati la chiusura dell’Ipo di Enav, che ha visto una domanda circa 8 volte l’offerta, è in pratica un flop: “Vogliamo ricordare a tutti – aggiungono – che il Governo, quando nel marzo del 2014 venne in Parlamento per il parere sulla vendita del 49% del capitale della partecipata, superò le forti resistente interne alla sua stessa maggioranza sostenendo che l’incasso sarebbe stato non inferiore al miliardo di euro. Ora, invece, ci sono oltre 200 milioni che mancano all’appello. Enav è stata messa sul mercato nel momento peggiore, con i mercati in forte fibrillazione per l’esito referendario in Gran Bretagna. Questo ha impattato notevolmente sul prezzo iniziale del titolo che è stato offerto in saldo a un massimo di 3,50 euro. Malgrado ciò – insistono gli eletti Cinquestelle – non si è stati in grado di confermare nemmeno questo valore, attestandosi in chiusura sui 3,30 euro”.

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