Veltroni appoggia Gentiloni e afferma: “Berlusconi è e resterà un avversario”

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«Berlusconi è e resterà il principale esponente del campo avverso». Lo ha detto Walter Veltroni all’iniziativa elettorale con Paolo Gentiloni all’Eliseo. «Dopo il voto, se non c’è maggioranza chiara, serve fare una legge elettorale con un premio di maggioranza, e tornare alle urne. Cito me e Renzi: serve sapere chi vince le elezioni la sera del voto».

«Il Pci al governo ha fatto bene». Per un momento Veltroni, rimane vittima di un lapsus, colto dalla platea, e dallo stesso Paolo Gentiloni che lo interrompe dopo un divertito brusio della platea. E Veltroni, tra gli applausi, riprende il filo: «Sarebbe stato difficile, il Pci non è mai andato al governo, noi invece apparteniamo alla generazione che ha portato la sinistra al governo».

«In molti collegi la divisione nella sinistra lascerà il campo agli schieramenti della destra», continua. Dove non c’è questa divisione «nel Lazio, invece, vincerà e ne sarò felice con Nicola Zingaretti». «Non sono un fan dell’unità a tutti i costi, ma voglio dire a chi oggi si sente nell’angolo: non disperdetevi in un momento così difficile e così pericoloso. Anche se avete rabbia, aiutate questa Italia ad accendere la luce», ha sottolineato.

«La sinistra non esiste senza il popolo, senza la febbre di combattere angolo per angolo ogni ingiustizia».
E ancora: «Quando nacque il Pd ottenne in periferia il massimo dei voti. La sinistra e il Pd non può accettare che un ragazzo o una ragazza venga pagato 33 centesimi l’ora. Il Pd deve essere tra quei ragazzi».

«Juncker, invece di preoccuparsi dell’Italia, si preoccupi del dumping visto con la vicenda Embraco» o «e del primo ministro bulgaro che dice, cito testualmente, che non vuole costruire una democrazia liberale, ma illiberale; della Polonia dove il governo di destra ha smantellato la Corte Suprema», ha detto Veltroni durante l’incontro.

«Renzi ha sempre insistito su un concetto fondamentale che mi appartiene: chi vince governa e chi perde si prepara a sostituirlo. Voglio essere chiaro: abbiamo perso malamente il referendum, ma le ragioni delle riforme, di chiarire i diritti dell’esecutivo e ridare dignità alla politica rimangono in piedi», ha continuato.

Il messaggero.it

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