Sardegna, rating stabile a BBB+

Share

L’agenzia internazionale di rating Fitch ha confermato per la Sardegna un rating di lungo periodo pari a BBB+, superiore a quello nazionale che si è fermato a BBB. La previsione a medio e a lungo termine è stabile e l’agenzia non prevede cambiamenti.
Il risultato è stato raggiunto perché, pur in un quadro di prolungato stress macroeconomico, la Regione, secondo quanto riferito stamane a Villa Devoto dal presidente Christian Solinas, nella foto, ha dimostrato un buon controllo dei conti, capacita di ripagare i debiti e di programmare i fondi europei. Il debito che era stato ereditato da 2018, pari a 888 milioni di euro, che includeva anche il disavanzo della sanità, è stato azzerato nel corso della legislatura.Rispetto al disavanzo del 2020, che sfiorava i 201 milioni di euro, con il rendiconto dello scorso anno c’è stato un miglioramento di circa 279 milioni di euro, secondo i dati illustrati da Solinas in una conferenza stampa, presente l’assessore regionale al Bilancio, Giuseppe Fasolino. Ciò ha permesso di ripianare completamente il risultato negativo che era stato ottenuto dalle gestioni degli anni precedenti.
Il rendiconto del 2021 ha registrato un avanzo di amministrazione di quasi 78 milioni di euro, per la prima volta dal passaggio alla contabilità armonizzata.
 Sul fronte della vertenza entrate, in base agli accordi stipulati durante la legislatura con il governo nazionale nel 2019 e 2021, è stata ottenuta una riduzione di 380 milioni l’anno del contributo alla finanza pubblica. Con l’accordo dell’anno scorso sono stati anche attribuiti alla Regione 66 milioni di euro, come compensazione dei maggiori costi per la condizione di insularità, diventati poi 100 milioni l’anno a regime, come acconto, dal 2022 e fino a nuovo accordo. La Regione può contare su un ammontare di risorse totali annue disponibili di 480 milioni di euro.
È pari a 1,4 miliardi di euro la somma riconosciuta dallo Stato per investimenti, in base all’intesa del 2019, diluita dal 2020 al 2033. Un buon risultato è stato raggiunto anche  nella spesa delle risorse europee del Por Fesr Sardegna 2014-2020, messi a disposizione dall’Unione europea, per la quale l’isola – hanno evidenziato Solinas e Fasolino – ha raggiunto quota 69%, superiore alla media di spesa nazionale che si è fermata a circa il 60%.
 La Regione ha dimostrato anche una buona tempestività nei pagamenti delle fatture alle imprese fornitrici, con un anticipo di 18 giorni rispetto alla scadenza. È stata erogata, inoltre, la totalità delle risorse, pari a 120 milioni di euro, del Fondo di emergenza imprese, istituito dalla Giunta regionale nel 2020, per dare un sostegno alle aziende attraverso prestiti a lungo termine a tassi agevolati, cui si erano aggiunti ulteriori 30 milioni, erogati a giugno.
 Per contrastare lo spopolamento sono state, inoltre, messe in campo 255 milioni di euro di risorse stanziate nel triennio, di cui 42 milioni quest’anno, 95 milioni nel 2023 e 108 milioni di euro nel 2024. “È un risultato che ha una matrice di lavoro di questa Giunta”, ha evidenziato il presidente della Regione, “che abbiamo costruito scientemente in tre anni e oggi possiamo dire ai sardi che la Sardegna ha l’orgoglio di avere una affidabilità finanziaria e un rating superiori a quelli dello Stato italiano. Abbiamo azzerato il disavanzo che quando siamo arrivati era pari a 888 milioni di euro, al 2021 abbiamo un avanzo di amministrazione di 78 milioni e una serie di risultati oggettivi nei numeri che non lasciano spazio a chiacchiere e a strumentalizzazioni”.
I risultati ottenuti, secondo il governatore sardo “consentiranno di adottare ulteriori strumenti di aiuto alla popolazione sarda che non possono essere sostitutivi di una responsabilità che hanno il governo nazionale e l’Unione europea”.
“Faremo la nostra parte, come sempre l’abbiamo fatta”, ha assicurato Solinas. “Siamo la Regione che in Italia ha investito maggiori risorse proprie per dare una mano alla imprese e ai cittadini durante il covid e faremo la nostra parte anche ora. Gli strumenti saranno contenuti nella legge Omnibus. Ci sono misure che sono attese da tempo dal mondo delle campagne, soprattutto dal comparto ortofrutticolo e della cerealicoltura. Lo faremo con interventi per le estreme povertà e per le aziende in maggiore sofferenza”.
 Per l’assessore regionale del Bilancio e della Programmazione, Giuseppe Fasolino, si tratta di “obiettivo fondamentale visto il periodo che stiamo vivendo”.
 “Questa è la priorità”, ha aggiunto Fasolino. “Abbiamo lavorato e recuperato queste risorse e le metteremo adesso all’interno di una legge per erogarle il prima possibile”.