Sovraindebitamento, in sei anni sono state depositate mille richieste d’aiuto di piccole imprese e cittadini in Camera Arbitrale di Milano

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 Dal 2017 ad oggi sono state depositate in Camera Arbitrale di Milano 988 richieste di aiuto da parte di piccole imprese “sotto soglia”, ex imprenditori e cittadini eccessivamente indebitati e in squilibrio economico e finanziario.

In base ai dati dei primi 8 mesi del 2022, Milano rappresenta il 24% del totale delle domande depositate ed è quindi l’area geografica più interessata dal fenomeno del sovraindebitamento, seguono il territorio di Monza e Brianza che rappresentano il 20% del totale delle domande e Pavia con il 13% del totale delle domande depositate.

Profilo dell’indebitato. Il 67% di chi ha presentato la domanda è un consumatore e nel 32% dei casi si tratta di imprese, ex imprenditori e ditte individuali. Ultimi dati. Nei primi 8 mesi del 2022 sono state depositate 123 domande, rispetto alle 131 dello stesso periodo di riferimento dell’anno scorso. Si registra quindi un lieve calo del 6% dei depositi delle domande. L’analisi riguarda tutte le province lombarde tranne Bergamo, Brescia e Mantova. Questa è la fotografia elaborata dalla Camera Arbitrale di Milano, che gestisce le istanze per conto delle Camere di commercio di Como-Lecco, Cremona, Milano Monza Brianza Lodi, Pavia, Sondrio, Varese, con il servizioOCC (Organismo per la gestione delle crisi da sovraindebitamento e per la liquidazione del patrimonio), che si occupa dal 2017 delle crisi da eccesso di debito del consumatore, della impresa minore (sotto soglia fallimentare) e di realtà specifiche come l’impresa agricola, la start up o le associazioni professionali. L’OCC della Camera Arbitrale di Milano è un ente terzo, imparziale, indipendente, iscritto al n. 80 del Registro degli Organismi tenuto dal Ministero della Giustizia.

“Il servizio di gestione delle crisi da eccesso di debito della Camera Arbitrale di Milano ha gestito in 6 anni di attività circa 1000 richieste d’aiuto, con un incremento notevole nei primi anni e un aumento del 57% delle domande depositate nel 2021, rispetto alle domande del 2020 – ha dichiarato Rinaldo Sali, Vicedirettore della Camera Arbitrale di Milano e responsabile dell’Organismo per la gestione delle crisi da sovraindebitamento e per la liquidazione del patrimonio. “Non deve tratte in inganno il calo di richieste di aiuto registrato nei primi 8 mesi di quest’anno: esiste purtroppo ancora un perdurante e generale stato di difficoltà economica, preesistente al Covid e stratificato negli anni. Il lieve calo dei depositi si può ricondurre a diversi motivi quali, da un lato, l’adozione a più riprese delle misure d’emergenza in aiuto di famiglie e imprese in difficoltà economica, che di fatto hanno congelato le situazioni debitorie e, dall’altro, alle incertezze per l’introduzione del nuovo Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza, entrato in vigore a luglio 2022, che potrebbe aver rallentato il deposito delle domande di gestione del sovraindebitamento. Il servizio di gestione delle crisi da sovraindebitamento, soprattutto in un periodo delicato e complesso come quello che stiamo vivendo, conferma la sua funzione economica e sociale: aiuta il consumatore e il piccolo imprenditore (non fallibile) a risollevarsi e a trovare una possibile via d’uscita per far ripartire la propria attività e per questo va fatto conoscere in modo più ampio e diffuso”.

Milano con 29 domande, depositate nei primi 8 mesi del 2022, rappresenta la provincia che fa più ricorso al servizio di gestione delle crisi da sovraindebitamento: l’area meneghina infatti concentra il 24% del totale delle domande depositate in tutte le province. Monza con 25 domande depositate detiene il 20% del totale; Pavia con 16 domande depositate rappresenta il 13%, Como con 15 domande depositate rappresenta il 12%, Cremona con 11 domande rappresenta il 9%, Lecco con 8 domande rappresenta il 7%, Varese con 7 domande rappresenta il 6%, Busto Arsizio con 6 domande rappresenta il 5%, Lodi e Sondrio con 3 domande depositate rappresentano il 2% del totale delle domande depositate nei primi 8 mesi del 2022.

Chi può accedere per legge al sovraindebitamento: il consumatore; l’imprenditore agricolo; la cd. start up innovativa; l’ex imprenditore; lo studio professionale; tutte le altre (piccole) imprese non fallibili (che, cioè, stanno sotto la cd. “soglia fallimentare”). Per la maggior parte le domande provengono da debitori civili (consumatori indebitati), piccoli imprenditori o ex imprenditori insolventi.

Tempi medi. 300 giorni in media dalla domanda di gestione fino alla conclusione della pratica (cioè al deposito del piano o dell’accordo in Tribunale perché sia omologato dal giudice).

Come funzionaIl debitore presenta una proposta per il rientro del debito o per la liquidazione del patrimonio. Il gestore della crisi (l’esperto) nominato dall’OCC analizza la situazione debitoria e la attesta in una relazione. Il Tribunale, su istanza del debitore, può omologare la proposta oppure rigettare l’istanza.

Quattro tipi di procedura. Concordato minore: riguarda il piccolo imprenditore o l’ex imprenditore e la proposta di accordo deve essere accettata dal 50% dei creditori; Ristrutturazione debiti del consumatore: èla proposta del debitore-consumatore (dunque non professionista) e non ha bisogno dell’assenso dei creditori per essere omologata dal giudice; Liquidazione controllata del sovraindebitato, quando il giudice nomina un liquidatore per destinare ai creditori le disponibilità e i beni del debitore, al netto di quelli essenziali per vivere.Si assiste, negli anni, a un incremento di questo tipo di procedura; l’Esdebitazione del debitore totalmente incapiente: è riservata alle persone che al momento attuale non hanno a disposizione nulla da offrire ai creditori, la procedura resta aperta per 4 anni durante i quali la sfera economica del soggetto liberato dai debiti viene monitorata.