Marche, l’allarme di Coldiretti: sono più di 500 le aziende agricole colpite dall’alluvione

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Sono oltre cinquecento le aziende agricole gravemente colpite dall’alluvione che ha devastato le Marche, con danni ingenti a coltivazioni, attrezzature, mezzi agricoli, laboratori di trasformazione, rimesse e magazzini di stoccaggio, oltre alle strade poderali. Ad affermarlo è la Coldiretti con il bilancio dell’ondata di maltempo che diventa sempre più pesante man mano che si valuta la situazione delle strutture produttive. Nella zona di Senigallia, una delle aree più colpite dell’Anconetano, il bilancio parla di campi di verdure completamente distrutte, così come frutteti, coltivazioni di mais e girasole. Nel Maceratese sono stati danneggiati i vigneti di Verdicchio di Matelica Doc ma il vento forte ha colpito anche le stalle – sottolinea la Coldiretti in una nota – oltre a frane e smottamenti che hanno compromesso la viabilità locale. Strade poderali azzerate anche nel Pesarese, soprattutto a Cantiano, Frontone e Serra Sant’Abbondio, i tre comuni colpiti dalla furia della pioggia, ma si segnalano problemi anche a Pergola e nei territori limitrofi al Cesano con aziende che hanno perso attrezzature e macchinari: di quattro strade utilizzate per salire sul Catria – si legge ancora nella nota – solo una è ancora percorribile e gli allevatori utilizzano quella per andare a verificare le condizioni di salute dei loro animali al pascolo. Un altro, con pecore e capre dalle parti di Frontone ha dovuto chiedere l’intervento dei vigili del fuoco per ripristinare la strada di collegamento che l’alluvione del 15 settembre ha lasciato scavata come canyon profondo quasi due metri. A Cantiano un produttore di vino aromatizzato alla tradizionale visciola locale, si è ritrovato il laboratorio sventrato, macchinari sommersi e i silos pieni portati via dalla corrente. Ma nei territori colpiti dal maltempo sono a rischio – denuncia Coldiretti – anche le semine autunnali di orzo, avena e grano nei terreni dove si sono accatastati rifiuti di ogni genere e aperte voragini impraticabili anche per i trattori. E preoccupa anche la situazione dei pozzi per l’acqua pieni di fango, inutilizzabili con le idrovore che non riescono a togliere la melma. 
“Nell’immediato è necessario intervenire con aiuti concreti per aiutare le popolazioni colpite che si trovano in grande difficoltà anche nelle campagne”, afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “occorre anche accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo che giace da anni in Parlamento e che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio”.