Facebook sembra aver provocato un impatto negativo sulla salute degli adolescenti

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L’uso dei social network, e in particolare di Facebook, sembra aver provocato un impatto negativo sulla salute dei giovani adolescenti. Lo conferma uno studio, pubblicato sulla rivista American Economic Review, condotto dagli scienziati dell’Università Bocconi, del Massachusetts Institute of Technology Sloan School of Management e dell’Università di Tel Aviv.
Il team, guidato da Luca Braghieri, Alexey Makarin e Roee Levy, ha valutato l’effetto dell’introduzione della piattaforma social tra il 2004 e il 2006, confrontando i dati relativi agli studenti che avevano accesso al network e quelli che invece non erano iscritti. Stando a quanto emerge dall’indagine, tra gli utenti di Facebook si riscontra un aumento di casi di depressione del sette per cento, e un incremento del rischio di ansia del 20 per cento.“Negli ultimi 15 anni – spiega Braghieri – le condizioni di salute mentale dei giovani adolescenti statunitensi sono notevolmente peggiorate. Dato che questo andamento si riscontra in corrispondenza della diffusione dei social media, sembra ragionevole ipotizzare che i due fattori siano in qualche modo correlati”.
I ricercatori hanno esaminato la graduale espansione di Facebook nei primi anni dal suo avvento, considerando due set di dati: le date di introduzione della piattaforma in 775 college americani e un sondaggio somministrato agli studenti nell’ambito del National College Health Assessment (NCHA). “Molti studi precedenti – commenta Makarin – hanno individuato una connessione tra l’uso dei social media e una serie di effetti sulla salute mentale, ma finora è stato difficile accertare una relazione causale.
Il nostro approccio ha permesso di stabilire che effettivamente l’avvento di Facebook ha alterato le condizioni di salute mentale degli utenti”. Nei primi anni dopo la diffusione del social di Zuckerberg, Gli scienziati hanno osservato infatti un peggioramento statisticamente significativo dei sintomi di salute mentale, in particolare un aumento del sette per cento nel numero di studenti che avevano sofferto almeno una volta di depressione grave e un incremento del 20 per cento tra i casi segnalati di ansia in forma acuta.
“Abbiamo ipotizzato – riporta Levy – che questo effetto possa dipendere dai confronti sociali sfavorevoli, che possono rendere gli studenti più suscettibili al giudizio altrui. Abbiamo infatti riscontrato un impatto negativo più intenso per gli studenti che vivevano fuori dal campus ed erano meno coinvolti nelle attività sociale, e un maggiore effetto deleterio tra coloro che avevano una situazione economica meno stabile”.