Philip Morris, l’Italia è indietro sulla formazione digitale. Hannappel: le competenze sono un fattore strategico per la competitività

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L’Italia mostra un forte ritardo sulla formazione digitale, risultando 24esimo su 27 nell’indice Desi della Commissione Europea, con una performance particolarmente deludente sul fronte del capitale umano digitale. Il ritardo digitale del Paese è particolarmente forte nelle competenze , dove l’Italia si posiziona terzultima in Europa con appena il 46% della popolazione adulta con competenze digitali di base. Sono i risultati di una ricerca realizzata da The European House – Ambrosetti in collaborazione con Philip Morris Italia e presentata al Forum di Cernobbio in una conferenza stampa a cui hanno preso parte anche Marco Hannappel (nella foto, Presidente e Amministratore Delegato, Philip Morris Italia) e l’Advisor scientifico e portavoce dell’iniziativa Claudio De Vincenti (Presidente, Aeroporti di Roma).
Lo studio ha messo in evidenza alcuni punti chiave. Manifattura e agricoltura intelligente sono una direttrice imprescindibile per il successo del Paese, con il 97% delle aziende manifatturiere e il 98% di quelle agricole coinvolte ha implementato progetti di digitalizzazione dei processi produttivi. Sulle competenze 4.0, le aziende agricole risultano più soddisfatte di quelle manifatturiere per il livello di competenze sviluppate dal sistema scolastico. Lo evidenzia un sondaggio che coinvolgendo più di 200 imprese mostra che il 54% delle aziende agricole è soddisfatto delle competenze dei laureati e il 48% di quelle dei diplomati. Molto diversi, invece, i risultati in ambito manifatturiero, dove appena il 26% è soddisfatto delle competenze dei diplomati e il 40% di quelle dei laureati. Marco Hannappel, Presidente e Amministratore Delegato Philip Morris Italia ha così commentato: ”le competenze sono un fattore strategico per la competitività e la produttività del Paese e delle aziende. Lavorarci richiede una collaborazione sempre più stretta  tra tutti gli attori del territorio. Ed è per contribuire a ridurre il gap che persiste tra il mondo della formazione e delle imprese che abbiamo realizzato il Philip Morris Institute for Manufacturing Competences, il nostro progetto per lo sviluppo delle competenze del futuro legate all’industria 4.0, aperto non soltanto alle nostre persone ma anche alla nostra filiera produttiva, ai territori in cui operiamo  e al mondo della formazione accademica e tecnica”
“La ricerca conferma – anche con le testimonianze dirette provenienti dal mondo delle aziende – che il capitale umano è oggi l’elemento chiave della competitività delle imprese e della crescita dell’economia”, ha sottolineato il portavoce dell’iniziativa Claudio De Vincenti, Presidente di Aeroporti di Roma. “E’ questo il fattore decisivo – sia in termini di capacità dei singoli che di organizzazione del lavoro, sia a livello di impresa che di sistema economico e sociale – per tradurre gli stessi investimenti sul capitale fisico in innovazione e sviluppo reali. Sistema di istruzione, formazione continua e interazione pubblico-privato non sono solo socialmente meritori ma sono condizioni essenziali per la crescita”.