Ai social preferisco Platone

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(di Tiziano Rapanà) Non dirò una parola sulla separazione tra Francesco Totti e Ilary Blasi. È, senza citare impropriamente Fenoglio, una questione privata che è diventata naturalmente pubblica. Se ne parla tanto, fioccano i commenti di autorevoli esponenti del giornalismo, della cultura, dello spettacolo. Non ho nulla da dire, mi stupisce questo interesse su una vicenda che sembra aver spazzato via le tribolazioni sul caro bollette, sull’aumento del pedaggio autostradale e sulla possibile recessione. Io vorrei che quest’interesse così legittimo e forte sia indirizzato anche a nomi importanti del pensiero come Talete, Sallustio, Cicerone. Che si rilegga Platone e il suo splendido Simposio o il Protagora, dialogo nato della sua antica polemica contro i sofisti. Il protagonista è Socrate, ma tutto quello che leggete è farina del sacco di Platone. Chissà se un giorno scopriremo cosa abbia realmente detto Socrate in vita sua. Non ha mai scritto nulla, il suo pensiero ci è giunto da altre voci che non furono la sua. Mi pare sia proficuo impiegare il tempo così, leggendo e approfondendo la statura intellettuale dei grandi della nostra storia. Capisco chi ha l’urgenza di postare, twittare, sui social network il superfluo che vaga nella propria mente, ma questi commentatori tuttologi dovrebbero fermarsi a curiosare nella filosofia, letteratura, arte antica o contemporanea o sul cinema. Possibile che non hanno voglia di fermarsi a leggere un libro? È così necessario commentare, con facile sarcasmo, ogni piccola sfumatura del quotidiano? Non so voi, ma non amo le possibilità comunicative offerte da questi mezzi, preferisco passare il tempo a leggere Platone.

tiziano.rp@gmail.com