I soliti “fenomeni del web”, arrivano i negazionisti della siccità

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Video di uno dei (rari) scrosci d’acqua negli ultimi mesi e di cime innevate, l’hashtag #siccitànelvostrocervello come bandiera, insulti al premier Mario Draghi considerato colpevole di vari misfatti, tra i quali alimentare una finta emergenza. Sul web corre il negazionismo della siccità, i cui interpreti spesso coincidono con chi ritiene invenzioni il Covid, la guerra in Ucraina e il massacro di Bucha e il cambiamento climatico, come si evince dai tweet che  mettono tutto insieme. “Non fidatevi di quello che vi si racconta, il fiume Po è un fiume falso. Quando vede i giornalisti si fa vedere secco, pallido e malato. Quando se ne vanno le telecamere si presenta così”, e segue foto del Po ‘in salute’, la cui data è però impossibile da verificare.La siccità viene definita una “truffa”, “un modo per scroccarci altri soldi”, il governo è “bugiardo” e i media sono dei “venduti”. Anche su Telegram proliferano commenti di questo tenore. “Le dighe sono colme, quindi stanno trattenendo l’acqua alla fonte per creare siccità e rovinare i vostri raccolti. L’acqua c’è ma Attilio Fontana vi chiude i rubinetti, andate a verificare e postate ovunque le prove, possibilmente coi droni” si legge nel gruppo ‘Libertà di espressione’. Nel mirino, oltre al presidente lombardo, c’è anche quello veneto, Luca Zaia, in particolare un suo post che mostra il Po sofferente. “L’immagine – è il commento – risale al 2017 e lo abbiamo beccato anche questa volta”. E ai giornalisti si addebita di non dare giusto risalto “all’ondata di aria fredda artica che sta colpendo una vasta zona euroasiatica”.