Sardegna, nasce il “traduttore” automatico della lingua dei segni

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La Sardegna, dove vivono circa duemila persone completamente non udenti, è la prima regione a italiana ad aver studiato e sperimentato una sorta di ‘traduttore’ automatico della lingua dei segni.
Una piattaforma, su cui sono stati caricati circa 10 mila video è in grado di riconoscere e di tradurre in linguaggio 120 gesti della Lis, la lingua italiana dei segni, per facilitare la comunicazione tra chi lavora negli uffici pubblici e non udenti. 
L’iniziativa è dell’assessorato alla Sanità e Politiche sociali, in collaborazione con le agenzie regionali Sardegna Ricerche e il centro ricerche Crs4, nell’ambito del progetto ‘Innovare, informare e partecipare’, finanziato dalla presidenza del Consiglio dei ministri con 360mila euro.Attraverso video, realizzati con un software, è stato possibile ridurre ogni gesto a uno schema grafico e ottenere così la base informativa della rete neurale. Sfruttando un algoritmo, questa rete è in grado di elaborare i messaggi prodotti in Lis e di tradurli poi in lingua parlata o scritta.
 “L’idea”, ha spiegato Piero Pili, responsabile del Crs4 per lo sviluppo del progetto, “è nata dalla partecipazione a un bando che era stato proposto dal Consiglio dei ministri per l’accessibilità ai servizi per le persone sorde. In partnership con l’assessorato e con Sardegna Ricerche, nell’estate del 2020 abbiamo presentato una proposta: è stata selezionata ed è arrivata prima tra le venti partecipanti. È stato ottenuto il finanziamento e il progetto è partito nel gennaio 2021″
    Nelle fasi di ricerca e programmazione del traduttore gli operatori della Pubblica amministrazione e le associazioni dei sordi, l’Ente nazionale sordi, gli interpreti di Lis e gli esperti di lingua e cultura sorda hanno dato un fondamentale contribuito sia per la produzione dei video che per la definizione degli obiettivi. 
    “Alla creazione del dataset, cioè del un patrimonio dei dati che serve ai calcolatori per apprendere le modalità con cui vengono rappresentati i gesti”, ha evidenziato Pili, “hanno partecipato circa venti persone. Il progetto è già operativo e la piattaforma è in grado di riconoscere 120 segni, che sono stati scelti sulla base di quelli più utilizzati per l’interazione con la Pubblica amministrazione. Ciascuno di questi segni si porta dietro dei video. Nello specifico, ne sono stati realizzati quasi 10 mila, che sono stati analizzati e resi fruibili nella piattaforma realizzata dal Crs4. L’auspicio è che questo possa essere un primo passo per la realizzazione di altri servizi indirizzati alla Pubblica amministrazione e resi fruibili a tutte le persone non udenti”.