Dal 23/5 controlli ridotti sul precompilato

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Dal 23 maggio inizierà l’era del 730 precompilato a controlli ridotti che saranno effettuabili solo sui documenti che determinano variazioni rispetto ai dati presenti nel modello ed in possesso dell’amministrazione finanziaria. Inizia anche il tour de force per studi professionali e caf, chiamati al rispetto del complesso scadenzario “a spezzatino”, con cinque finestre temporali per effettuare l’invio dei 730, scaglionate sulla base della consegna documentale effettuata dai clienti. Lunedì prossimo l’agenzia delle entrate metterà a disposizione dei cittadini, sul portale dedicato, la dichiarazione c.d. precompilata contenente tutte le informazioni sulle principali spese detraibili e deducibili sostenute dai contribuenti nell’anno di riferimento e comunicate da imprese, enti e professionisti. La data per la messa a disposizione dei precompilati è a regime il 30 aprile, termine quest’anno prorogato al 23 maggio in seguito alle modifiche delle scadenze degli invii delle comunicazioni delle cessioni dei bonus edilizi (dati interessati dalla “precompilazione”). Questa dichiarazione, grazie alle novità introdotte dal decreto fisco-lavoro, il dl 146/2021 (convertito in legge 215/2021), usufruirà dei controlli “light” che, in caso di variazione dei dati presenti nei modelli, limitano le verifiche formali unicamente sugli oneri detraibili o deducibili variati rispetto ai quelli in possesso dell’agenzia delle entrate. La disposizione è importante perché la previgente normativa di cui all’articolo 5 comma 1 lett. a) del dlgs 175/2014 prevedeva invece l’inibizione dei controlli formali ex art. 36-ter dpr 600/73 sugli oneri detraibili e deducibili esposti nel modello trasmesso, solo in caso di accettazione integrale dello stesso. Va specificato però, come chiaramente indicato alla lettera a) del primo comma dell’articolo 5 pocanzi citato, che l’inibizione opera unicamente sui controlli formali mentre sui dati restano fermi ed “attivi” quelli sulla sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto alle detrazioni, alle deduzioni e alle agevolazioni. Il restyling dei termini di invio del 730 con scadenza lunga al 30 settembre, così come stabilito all’articolo 16-bis del decreto legge 124/2019, ha costretto gli intermediari al rispetto di un serrato piano di scadenze per le trasmissioni dei modelli al fine di garantire ai contribuenti/clienti di avere i conguagli (a debito o credito) in un arco temporale distante massimo un paio di mesi dalla consegna della documentazione al professionista:

a) entro il 15 giugno andranno inviate le dichiarazioni presentate dal contribuente entro il 31 maggio;

b) entro il 29 giugno, quelle presentate dall’1 al 20 giugno;

c) entro il 23 luglio, quelle presentate dal 21 giugno al 15 luglio;

d) entro il 15 settembre, quelle presentate dal 16 luglio al 31 agosto; e) entro il 30 settembre, quelle presentate dall’1 al 30 settembre.

I termini di invio scaglionati determinano un cambiamento nella modalità di effettuazione dei conguagli i cui termini da fissi, legati alla mensilità di luglio (agosto/settembre per i pensionati), passano a mobili. I dipendenti infatti subiranno le trattenute o avranno erogati i rimborsi nella prima retribuzione utile post invio o comunque, nella busta paga di competenza del mese successivo a quello in cui il sostituto ha ricevuto il risultato contabile. I conguagli degli enti che erogano le pensioni potranno essere effettuati a partire dal secondo mese successivo a quello di ricevimento dei dati del prospetto di liquidazione.

Giuliano Mandolesi