Il borsino dei direttori generali / L’emergenza preme, si cambia passo

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Per i vertici delle Asl e delle aziende ospedaliere sono giorni duri. La coperta è corta, o si curano i contagiati, che siano no vax o meno non ha importanza o si cerca di interrompere la catena del contagio agendo sul territorio. La pandemia di marca Omicron ha superato le barricate e servono strategie nuove. Le vaccinazioni? Certo, ma non basta. Fortunatamente sta scattando la collaborazione con la sanità privata, che consente di alleggerire la pressione, ma non basta. E c’è da considerare poi il problema, enorme, degli altri malati e delle altre patologie. Durante la tregua della pandemia si era cominciato a smaltire l’arretrato, oggi siamo da capo. Tutto fermo o comunque rallentato. Alcuni Dg sono come paralizzati, bloccati sul quotidiano, altri hanno maggiore lucidità (o autonomia) di manovra e cercano di guardare oltre il Covid. Ci sono infine dei direttori che sembrano scomparsi dai radar, nessuna iniziativa di rilievo, nessuna dichiarazione.

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