Emilia-Romagna, tempo di recupero per le imprese artigiane

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Nel terzo trimestre 2021, le imprese artigiane della manifattura regionale hanno ottenuto un deciso recupero della produzione (+9,3 per cento) rispetto al corrispondente periodo del 2020. Il risultato è allineato alla rapida ripresa messa a segno dalla produzione del complesso dell’industria regionale (+10,7 per cento)..E’ l’indicazione di fondo che emerge dall’indagine sulla congiuntura del settore artigiano di Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna relativa al terzo trimestre 2021.
Nonostante il miglioramento, sottolinea Unioncamere,  il livello della produzione del trimestre risulta inferiore dell’1,9 per cento rispetto a quello dello stesso periodo del 2019. Nel trimestre sono giunti anche altri segnali positivi. Le settimane di produzione assicurata dalla consistenza del portafoglio ordini hanno mantenuto la quota elevata di 7,2. Le imprese hanno confermato il grado di utilizzo degli impianti al 71,5 per cento, molto più elevato rispetto allo stesso trimestre del 2020 (65,5 per cento) superiore al livello del 2019 (70,5 per cento).
A fine settembre le imprese attive ammontavano a 26.749, in flessione dell’1,1 per cento rispetto alla fine dello stesso mese del 2020, con un calo pari a 294 imprese. La flessione è appena più ampia di quella che ha interessato il complesso delle imprese dell’industria in senso stretto regionale (-0,5 per cento) con una perdita di 224 unità. A livello settoriale, la tendenza alla diminuzione è stata dominante in tutti i comparti ed è stata determinata soprattutto dalla riduzione nelle industrie della moda (-85 imprese, -1,9 per cento), della metallurgia e delle lavorazioni metalliche (-82 unità, -1,2 per cento), della ceramica, del vetro e dei materiali per l’edilizia (-1,5 per cento), anche se di minore impatto.
Migliore tenuta per l’alimentare, l’industria del legno e del mobile e l’ampio raggruppamento della “meccanica, elettricità, elettronica e dei mezzi di trasporto”, mentre il piccolo insieme delle imprese dell’industria non manifatturiera è rimasto invariato.
Nel settore delle costruzioni, gli stimoli introdotti a sostegno e il temporaneo rallentamento della pandemia hanno portato a un deciso incremento del volume d’affari a prezzi correnti delle imprese artigiane attive nelle costruzioni (+7,6 per cento), superiore a quello (6,6 per cento) dell’industria delle costruzioni regionale. L’incremento supera quello dello stesso trimestre 2019 (+3.3 per cento).
Il terzo trimestre 2021 si è chiuso con un altro segno positivo all’anagrafe delle imprese: grazie anche all’impatto dei bonus e superbonus nel comparto dell’edilizia, la consistenza delle imprese artigiane attive nelle costruzioni è risultata pari a 51.104, vale a dire 581 in più (+1,1 per cento) rispetto allo stesso periodo del 2020, effetto di un progressivo rafforzamento della tendenza positiva avviatasi nel primo trimestre dell’anno.