13mila imprese di viaggio organizzato a rischio chiusura

Share

Sono a rischio disoccupazione 40.000 addetti su 86.000. I numeri sono stati resi noti durante la conferenza stampa indetta dai rappresentanti del settore che ribadiscono “non c’è più tempo”

Venti mesi nella morsa della pandemia stanno danneggiando la vita di imprese e lavoratori del settore del turismo organizzato (tour operator e agenzie di viaggio). Un comparto che fatturava 13,3 miliardi nel 2019 e che ha visto un crollo a circa 3 miliardi nel 2020 e chiuderà il 2021 in una situazione ancora peggiore.  A livello occupazionale poi, con la cassa covid in scadenza, sono già a rischio disoccupazione 40.000 addetti. Sono i numeri resi noti durante la conferenza stampa delle organizzazioni del turismo organizzato che ribadiscono all’unisono “non c’è piu’ tempo”.

Nel 2019, su 13.000 imprese totali del comparto, 11.890 erano Agenzie di Viaggio con codice Ateco attivo, ad oggi ne sono rimaste circa 8.200 (-30%), ma entro la fine del 2021/inizi 2022, si stima la chiusura di altre 2.460 Agenzie di Viaggio (ulteriore 30%).  Potrebbero rimanere solo 5.740 agenzie, pari a circa il 50% del totale riferibile al 2019.

La cassa Covid scade al 31 dicembre 2021, sono già a rischio circa 40.000 addetti e si stima che il 98% delle aziende non coprirà il costo del lavoro senza ammortizzatori sociali. Più dell’80% ricorrerà ai licenziamenti se non ci sarà la proroga degli ammortizzatori.

Secondo le ultime stime, settore è tornato indietro di 10 anni: i viaggi degli italiani verso l’estero fanno segnare nel 2021 una flessione del 92% a causa della chiusura di quasi tutte le mete extra Ue, mentre il business travel ha perso tre quarti del suo giro d’affari e il settore eventi registra un tonfo dell’80%.

Anche l’incoming organizzato è crollato, la presenza di stranieri ha subito un calo del 54,6%, mentre il turismo scolastico si avvia ad essere completamente azzerato per il terzo anno consecutivo. Più nel dettaglio: turismo internazionale: – 80%; viaggi d’istruzione – 100%; -54,6% le presenze degli stranieri in Italia. Con questa aspra crisi del turismo la ricaduta sul paese è di oltre 4 punti di Pil.