Emilia-Romagna, il quadro congiunturale è nettamente migliorato

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Nel primo semestre dell’anno in corso il quadro congiunturale dell’Emilia-Romagna è nettamente migliorato: l’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d’Italia mostra un lieve aumento tendenziale del prodotto nel primo trimestre e una crescita robusta nei mesi primaverili, favorita dall’accelerazione della campagna di vaccinazione e dal graduale allentamento delle restrizioni; l’aumento risulta leggermente superiore a quello medio nazionale. Complessivamente, nel primo semestre l’Iter è cresciuto del 9,9% rispetto al primo semestre 2020. E’ quanto emerge dall’analisi congiunturale di Bankitalia sull’economia regionale.   
Anche le aspettative per i mesi finali dell’anno e gli inizi del 2022 appaiono favorevoli, sostenute dalle prospettive della domanda e dall’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). I rischi al ribasso sono legati, spiega Bankitalia, soprattutto al permanere delle tensioni nell’approvvigionamento di materie prime e di input intermedi; rimangono le incertezze relative agli sviluppi della pandemia, seppur attenuate dai progressi della campagna vaccinale. La ripresa, spiega Bankitalia,  ha interessato dapprima il settore industriale e successivamente anche quello dei servizi. La produzione delle imprese manifatturiere è stata sostenuta sia dalla domanda interna sia da quella estera. Nel secondo trimestre i valori dell’export hanno superato quelli antecedenti lo scoppio della pandemia in tutti i comparti, fatta eccezione per quelli legati al sistema della moda. Il recupero del settore edile è stato sospinto dagli incentivi fiscali per le ristrutturazioni abitative e la riqualificazione energetica. Nel settore dei servizi, più colpito dalle misure per contenere la diffusione del virus, l’attività è tornata a espandersi ma è rimasta inferiore ai livelli del 2019 in diversi comparti, soprattutto quelli legati al turismo. Il miglioramento del quadro congiunturale ha favorito un aumento degli investimenti; una quota significativa di imprese ha rivisto al rialzo i piani di accumulo formulati all’inizio dell’anno.
La crescita del prodotto si è riflessa in un aumento delle ore lavorate. L’occupazione – conclude Bankitalia –  è diminuita nel primo trimestre per poi risalire nel secondo, pur rimanendo inferiore ai livelli del 2019.