Strepitose novità tra Il Foglio Review e la parodia dell’Iliade di Sanfelice

Share

(di Tiziano Rapanà) È uscita una nuova creatura di carta, la trovate in edicola. È una costola del Foglio, che si palesa in scena una volta al mese, diretta da Annalena Benini. Il Foglio Review si propone come “un occhio attento alle storie delle persone, che si muovono sempre lungo strade inattese e misteriose, e la voglia di raccontare i cambiamenti del mondo provando a offrire uno sguardo un po’ laterale, nuovo”. La qualità c’è. Nelle quasi cinquanta pagine si scorge un’alterità effervescente e fosforescente nel modo d’intendere il giornalismo rispetto al consueto stravisto. In questo giornale così diverso, troverebbero spazio i versi strambi del poemetto comico Troia prima e dopo (Morrone Editore, 14,90 euro) di Leo Sanfelice. Non cadete nell’inganno del titolo birichino, non è una commedia sexy diretta da Alfonso Brescia (Elena sì… ma di Troia fu il titolo di una sua pellicola sul tema), ma una meravigliosamente parodia sconclusionata degli arcinoti fattacci orditi dalla mente diabolica di Omero. Il maestrino, autore geniale di canzone comiche e boccaccesche, non vuole fare della letteratura. E fortunatamente evita al lettore l’incubo della narrativa. Troppi supponenti infestano le librerie con volumetti, indegni di pubblicazione, figli di smanie provinciali legate alla conquista dei premietti organizzati dalla gauche caviar. Sanfelice risparmia il supplizio e diletta il lettore con un mondo strampalato, che convince per la costruzione efficace delle situazioni comiche. Lo scrittore fa largo uso di soluzioni patafisiche fino al punto da sfiorare il nonsense: tutto va bene purché si rida. Rinunzio a spiegarvi la trama perché l’ho capita fino ad un certo punto. Il libro presenta un altro poemetto, Dei gratia, e qui l’incomprensione è assoluta. Non sono riuscito a capire il senso della cosa, inutilmente ho tentato di sbrogliare il bandolo della matassa. Tratta liberamente il tema dell’unità d’Italia: da Mazzini a Cavour, non si salva nessuno. Si ride tanto, anche qui. Il maestrino è uno strepitoso fantasista della parola che perverte a suo piacimento. Leggete questo librino vivace che – fortunatamente! – non piacerà ai puristi dell’Iliade.

tiziano.rp@gmail.com