Moda, firmato protocollo “il lavoro buono”

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E’ stato firmato il protocollo d’intesa “Il lavoro buono” fra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Camera Nazionale della Moda Italiana, alla presenza del Ministro Andrea Orlando, del Presidente Carlo Capasa, nella foto, e con Cristina Tajani, Consigliera del Ministro del Lavoro, come moderatrice. Al centro dell’accordo, spiega una nota, azioni condivise per sostenere processi di innovazione nel campo della formazione e del trasferimento delle competenze, in favore delle lavoratrici, dei lavoratori e delle imprese del settore della moda, volte a migliorare la capacità produttiva delle aziende. “L’obiettivo di questo accordo è di rafforzare le capacità professionali e preservare occupati nel settore attraverso la riqualificazione e l’impegno a promuovere attività di formazione” ha detto il ministro Orlando. “Ci sarà un gruppo di lavoro permanente, con rappresentanti di entrambe le parti – aggiunge – questo è l’avvio di un percorso che porrà attenzione alle esigenze del settore, è un segnale molto importante. Spesso si rischia di mettere in moto meccanismi che arrivano quando il mercato è gia cambiato. Quindi serve un dialogo costante con le categorie”. 
“I grandi brand sono i driver che, attraverso la produzione, la comunicazione e il marketing consentono
ai prodotti, realizzati con la partecipazione essenziale delle piccole aziende, di raggiungere clienti in ogni parte del mondo. Il protocollo firmato oggi segna un importante riconoscimento del nostro comparto come filiera strategica per il rilancio del Paese” ha detto Capasa. “Le competenze e la loro valorizzazione sono da sempre il motore del nostro Made in Italy. E proprio in questo senso il protocollo promuove politiche che supportino il trasferimento del know how
e prevede incentivi per supportare programmi di formazione per upskilling e reskilling dei lavoratori”. “Anche la nostra industria – ha ricordato il Presidente Capasa – soffre della mancanza di un ricambio generazionale, ma più che in altri settori temiamo che ciò possa facilitare la dispersione di competenzeessenziali lungo tutta la filiera produttiva. Per questa ragione l’accordo predispone un programmadi supporto per favorire il trasferimento di conoscenza e di competenze fra chi esce dall’azienda perraggiunti limiti di età e i giovani nuovi assunti”.
“Nei prossimi 5 anni il settore avrà bisogno di 40 mila professionisti formati su nuove competenze digitali. Per questo l’accordo prevede l’avvio di programmi regionali, anche attingendo agli strumenti ealle risorse previste dal PNRR, al fine di favorire percorsi virtuosi di trasferimento delle competenze e diriqualificazione degli addetti, volti al mantenimento dei livelli occupazionali nelle aziende. Verranno inoltre promossi programmi di formazione professionale nelle aziende tutelando il diritto dellavoratore ad una formazione continua. Al fine di monitorare e indirizzare l’esecuzione del protocollo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Camera Nazionale della Moda Italiana hanno costituito un gruppo di lavoro stabile che con cadenza annuale rendiconterà i risultati prodotti dagli interventi realizzati”.