Crisi impresa, Draghi propone un decreto di risanamento

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È in arrivo un nuovo strumento per risolvere tempestivamente le crisi di impresa, che dall’inizio della pandemia sono in forte difficoltà e continuerà ad essere così quando verranno meno gli strumenti di sostegno predisposti da governo. Il Consiglio dei ministri, quindi, su proposta del Premier Mario Draghi e del Ministro della Giustizia Marta Cartabia (in foto), ha approvato un decreto che introduce misure urgenti in materia di crisi d’impresa e di risanamento aziendale.

Il decreto, nello specifico, introduce l’istituto della “composizione negoziata della crisi”, uno strumento di ausilio per le imprese in difficoltà, ma che hanno ancora ragione di restare in attività. Si potrà accedere in via volontaria e con garanzia di riservatezza.

Lo strumento è volto alla ristrutturazione e al risanamento delle aziende, non a una procedura fallimentare, anche con la concessione di incentivi fiscali. L’entrata in vigore del decreto è fissata per il 15 novembre 2021.

Il nuovo istituto per la risoluzione delle crisi aziendali, si unisce alla proroga dell’entrata in vigore del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, rinviata al 16 maggio 2022, e delle procedure di allerta, prorogate sino al 1° gennaio 2024.

Come funziona

La procedura della “composizione negoziata” potrà essere avviata facendo domanda alla Camera di Commercio di appartenenza. Da quel momento in poi, l’azienda che ha richiesto l’aiuto sarà affiancata da un “esperto indipendente”, il cui compito sarà quello di agevolare e mediare le trattative fra impresa, creditori e altri stakeholders.

La nuova procedura potrà essere attivata quando risulta “ragionevolmente perseguibile” il suo risanamento, poiché l’obiettivo è superare la crisi, anche attraverso il trasferimento dell’azienda o di alcuni rami della stessa.