Nuove buste paga degli statali. Tutte le cifre fascia per fascia

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Le prime stime dopo il piano del ministro Brunetta. Dai docenti ai dipendenti del servizio sanitario: ecco a quanto ammonta l’aumento a fine mese

Il patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale, firmato dal premier Mario Draghi e da Renato Brunetta alla presenza dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, potrà iniziare ad avere effetti immediati.

La strategia partorita dal ministro della Pa punta ad andare incontro alle esigenze delle amministrazioni e a prepararsi all’inevitabile processo di digitalizzazione. Dopo il primo incontro con l’esponente di Forza Italia, i sindacati hanno iniziato a fare i conti degli aumenti con le risorse disponibili in attesa che vengano emanati gli atti di indirizzo all’Aran (l’agenzia per la contrattazione nella Pubblica amministrazione). Gli statali a fine mese potrebbero ricevere un aumento in busta paga. Di quanto? Vediamo nel dettaglio le prime stime prodotte da Confsal-Unsa.

Gli aumenti
L’aumento dovrebbe ammontare al 4,07%. Nei ministeri – dove lavorano circa 140mila dipendenti e la retribuzione media è di 30.211 euro – l’aumento lordo mensile a regime dovrebbe essere di 94,58 euro. Nelle Agenzie fiscali si dovrebbe segnare un incremento di 116,76 euro. Le amministrazioni locali come i Comuni dovrebbero vedersi riconoscere un +91 euro circa, considerando che le retribuzioni sono le più basse tra i comparti (29.135 euro in media). L’aumento maggiore invece dovrebbe riguardare gli enti pubblici non economici (come l’Inps e l’Inail) le cui retribuzioni superano in media i 40mila euro e dovrebbero lievitare con un aumento di 126 euro.

I conteggi per gli statali
Il personale della scuola dovrebbe avere un aumento mensile lordo medio di 98 euro circa. Per i dipendenti del servizio sanitario (esclusi i medici, che invece fanno parte del personale dirigente e hanno una contrattazione separata) l’incremento dovrebbe essere di poco più di 97 euro lordi mensili. Tuttavia occorre precisare che sugli importi va posto un necessario accento condizionale. Lo stanziamento complessivo per gli aumenti del settore statale è di 3,775 miliardi di euro, che dovranno dividersi ben 1,85 milioni di dipendenti pubblici dei ministeri, delle Agenzie fiscali, degli enti pubblici non economici, della scuola, delle forze di polizia: la retribuzione media del settore Stato è di 34.250 euro e l’aumento sarebbe del 4,07%.

Le elaborazioni di Confsal-Unsa però, fa notare Il Messaggero, sottolineano come dai 3,750 miliardi stanziati andrebbero sottratte alcune voci come “l’indennità di vacanza contrattuale che i dipendenti stanno già percependo e che vale da sola 500 milioni di euro; l’elemento perequativo, il bonus da 20 a 30 euro per i redditi più bassi introdotto dal precedente contratto e che vale 250 milioni; i fondi per il trattamento accessorio delle Forze di polizia, delle forze armate e dei vigili del fuoco, che vale altri 210 milioni di euro”. Un totale di 960 milioni di euro che potrebbe mangiarsi l’1,035% degli aumenti: così l’aumento lordo mensile medio per l’intero settore statale rischia non più di essere di 107 euro, ma di ammontare a +79. Il governo comunque dovrà sciogliere questo nodo per evitare che la riduzione possa ripercuotersi sul comparto.




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