Covid, il punto della situazione sui vaccini

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Sono 256 i vaccini in fase di sviluppo nel mondo contro il Covid-19. Di questi, stando a quanto riferisce l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) solo 74 sono arrivati alla fase di sperimentazione clinica, mentre solo  dodici sono quelli che sono in fase III di sperimentazione e appena 4 quelli che hanno raggiunto la fase IV, quella cioè che si ottiene dopo l’autorizzazione da parte delle autorità di vigilanza sui farmaci quando comincia la cosiddetta farmacovigilanza, ovvero il controllo sui farmaci che vengono somministrati al pubblico. Sono i vaccini prodotti da Sinovac e autorizzati in Cina, e quelli che sono stati autorizzati anche in Europa e negli Usa di Pfizer/Biontech, AstraZeneca e Moderna. A questi ultimi si è aggiunto, nei giorni scorsi anche il vaccino Janssen, società specializzata nella produzione di vaccini di Johnson&Johnson, che ha avuto il via libera da parte della Food and Drugs Administration (FDA). Anche in Cina un secondo vaccino, il BBIBP-CorV prodotto da Sinopharm è stato recentemente autorizzato alla commercializzazione verso il pubblico, mentre altri vaccini che pure da diverse settimane hanno raggiunto la fase III della sperimentazione e sono stati anche utilizzati in fase di emergenza, per esempio per immunizzare i militari, come quello prodotto da Cansino, non hanno ancora ottenuto il via libera dalle autorità di sorveglianza sui farmaci della Repubblica Popolare Cinese.  Nell’elenco dei farmaci che hanno avuto il via libera dalle autorità di controllo dei rispettivi paesi rientra poi anche il vaccino russo, lo Sputnik V, che attualmente ha avuto il via libera alla somministrazione in emergenza anche in Bielorussia, Argentina, Seria, Emirati Arabi Uniti, Algeria, Palestina, Siria ed Egitto. Anche i vaccini cinesi, oltre che nella madrepatria, sono distribuiti in diversi paesi, che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono anche quelli presso i quali le aziende cinesi hanno condotto le diverse fasi di sperimentazioni dei propri vaccini. Per esempio CoronaVac, il farmaco prodotto da Sinovac Biotech è ora utilizzato anche in Brasile, Colombia, Bolivia, Cile, Uruguay, Indonesia, Turchia e Azerbaijan, Libano mentre quello prodotto da Sinopharm è distribuito sempre con autorizzazione in emergenza, anche negli Emirati Arabi, Bahrain, Egitto, Marocco, Serbia, Perù e Zimbawe. Diversa area di distribuzione per i vaccini di Moderna e di Pfizer/Biontech che hanno ricevuto il via libera dalle autorità sanitarie europee, degli Stati Uniti e anche del Canada, del Giappone, della Corea del Sud, dell’Australia e di Israele, del Messico, Bahrein, Egitto, Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Tunisia, Turchia, Emirati Arabi Uniti. Nessun paese al mondo prevede di affrontare la campagna di vaccinazione con un solo vaccino, e tutti hanno invece deciso di ricorrere a diversi fornitori. Il vaccino prodotto da AstraZeneca in collaborazione con il Serum Institute indiano, è, molto probabilmente quello che ha avuto il più alto numero di prenotazioni dai diversi paesi. Sin dalle prime fasi di sperimentazioni infatti, il vaccino è stato proposto a diverse amministrazioni proprio nell’ottica di voler fornire una risposta a livello mondiale, soprattutto nei confronti dei paesi che non sono dotati di importanti infrastrutture sanitarie. In questo senso la scelta di vendere il vaccino a prezzo di costo, e cioè senza caricare i costi di ricerca e sviluppo in costanza di pandemia e il supporto ottenuto dal Serum Institute indiano, ha permesso di acquisire contratti di fornitura del vaccino in tutto il mondo, non solo in Europa e in Asia ma anche in Africa, Medio Oriente e America Latina.